Home Mercato Acciaio: consumo verso picchi 2018. Buone prospettive anche per 2023-2024
Acciaio: consumo verso picchi 2018. Buone prospettive anche per 2023-2024

Acciaio: consumo verso picchi 2018. Buone prospettive anche per 2023-2024

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Se le previsioni di Eurofer saranno confermate, nel 2022 la domanda apparente di acciaio dell’Ue salirà a 153 milioni di tonnellate, e cioè 1 milione di tonnellate in più rispetto al 2018.

 

Potrebbe quindi configurarsi come il miglior anno, in termini di tonnellaggio, dell’ultimo decennio. Sono le previsioni di Eurofer, l’associazione europea dei produttori di acciaio, che il responsabile dell’Ufficio Studi siderweb Stefano Ferrari ha presentato nel corso del webinar “Mercato & Dintorni”, con cui siderweb – La community dell’acciaio ogni mese fotografa la congiuntura siderurgica nazionale e internazionale.

 

«Quest’anno – ha illustrato Ferrari – la domanda reale di acciaio dovrebbe salire del 7% e la domanda apparente del 13%, che rispettivamente sono date in crescita l’anno prossimo del 4,4% e del 4,7%». A livello mondiale, ci si attende una crescita della domanda del 4,5% nel 2021 e del 2,2% nel 2022. «Ciò avverrà nonostante un consumo asiatico non particolarmente tonico (+1,9% nel 2021 e +1,1%% nel 2022) – ha spiegato Ferrari –, rallentato dalla stagnazione cinese (-1,0% quest’anno e 0% l’anno prossimo)».

 

Appaiono buone anche le prospettive per la siderurgia italiana: «Gli investimenti nel 2021 saliranno del 15,5% rispetto all’anno precedente e negli anni seguenti l’andamento di questa componente sarà strutturalmente superiore a quello del PIL, secondo le previsioni contenute nel NADEF di ottobre. Dato che questa componente è quella più “acciaivora”, le prospettive per la siderurgia italiane paiono buone».

 

Il mercato europeo «entra nel 2022 con un sentiment positivo. A livello globale c’è una certa negatività, dovuta alla Cina che negli ultimi due mesi ha mostrato una forte incertezza che per ora però non sembra aver intaccato Ue e USA» ha spiegato Emanuele Norsaanalista di Kallanish e collaboratore di siderweb . «Il 2021 è stato un anno straordinario: i prezzi sono arrivati a livelli che non ci saremmo mai aspettati e si è capito che siamo entrati in una nuova fase, nella quale il rapporto diretto tra i prezzi di alcune materie prime, come il minerale di ferro, e i prodotti finiti è finito». Altri fattori stanno guidando i prezzi, «primo tra tutti la domanda – ha specificato Norsa –, ma anche il costo dell’energia, della logistica e i problemi e le opportunità legati alla transizione ecologica».