Home Mercato Acciaio ed edilizia, le previsioni di siderweb per il 2021 e 2022
Acciaio ed edilizia, le previsioni di siderweb per il 2021 e 2022

Acciaio ed edilizia, le previsioni di siderweb per il 2021 e 2022

66
0

Nel 2021 il comparto delle costruzioni, che assorbe circa il 35% del consumo di acciaio, è atteso in crescita del 21,6% in Italia (dopo un calo dell’8,1% nel 2020) e del 6,2% in Unione europea.

 

Lo rileva l’analisi Bilanci d’Acciaio 2021 a cura dell’Ufficio Studi siderweb, presentata nei giorni scorsi e giunta alla tredicesima edizione.

 

Il segno più rimane anche per il 2022: +3,2% in Italia e +4,5% in Ue.

 

Più deciso, stando all’analisi di Gianfranco Tosini dell’Ufficio Studi siderweb, il recupero atteso per l’automotive: nel 2021 +9% in Ue e +22,3% in Italia; nel 2022 rispettivamente +12,9% e +10%.

 

IL SENTIMENT DELL’ACCIAIO TRA PANDEMIA E PNRR – In collaborazione con BPER Banca, siderweb ha sottoposto un questionario a un campione rappresentativo della filiera dell’acciaio nazionale (circa 100 imprese, appartenenti prevalentemente a tre comparti: 35% produzione, 25% centri servizio, 21% distribuzione). Le domande hanno riguardato le attese per i risultati di bilancio 2021 e le prospettive per il 2022. Ecco quanto è emerso.

 

Fatturato: Nel 2021, il 90% prevede un aumento del fatturato, di cui poco meno di un terzo superiore al 50%. Nel 2022 si assiste a un rallentamento dello sviluppo: il 35% pensa di stabilizzare il giro d’affari; solo il 37% intravede un’ulteriore crescita.

 

Risultati economici: Nel 2021, il 90% prevede un incremento del risultato economico, in un quarto dei casi superiore al 100%. Nel 59% dei casi l’incidenza dell’Ebitda sul fatturato è inferiore al 10%. Solo un decimo delle imprese ha un valore più che soddisfacente, superiore al 15%. La situazione non migliora nel 2022: calano le imprese che si attendono un ulteriore incremento del risultato economico (59%) e aumentano quelle che si preparano a un calo (39%).

 

Investimenti: Il 54% ha confermato o incrementato (23%) i budget. Il primo posto è occupato dagli investimenti in nuova tecnologia e innovazione.

 

PNRR: Il 68% indica di attendersi un impatto soddisfacente o molto soddisfacente.

 

Costi di materie prime e trasporti: Quanto ai costi delle materie prime, il 42% delle imprese dichiara incrementi sopra il 50%; il 37% tra il 30 e il 50%. Quanto all’andamento futuro, la percezione è di forte preoccupazione: il 58% ritiene che vi sarà una riduzione dei costi, ma una parte dell’incremento sarà consolidato; solo il 10% sostiene che la crescita sia temporanea, con ritorno alla situazione preesistente. Per i costi di trasporto, il 49% ritiene che una parte del rincaro rimarrà; il 40% non presume significativi cambiamenti per il 2022.