
Dopo un 2025 difficile, con una domanda latente e prezzi in calo, un possibile risveglio del mercato è indicato dagli operatori nella seconda metà del 2026.
Dopo un 2025 influenzato da diverse criticità, geopolitiche e congiunturali, e con prezzi in calo per buona parte dell’anno, a causa dalla latenza della domanda, le speranze di ripresa della filiera siderurgica sono proiettate nella seconda parte del prossimo anno. Il sentiment degli operatori è stato indagato nel corso della tavola rotonda di Bilanci d’Acciaio 2025 dal titolo «Acciaio: quale 2026?», alla quale hanno partecipato Flavio Bregant (direttore generale Federacciai), Antonello Mordeglia (member of the board Danieli), Davide Conte (vp group direct procurement Fincantieri) e Cinzia Vezzosi (presidente Assofermet), moderati da Francesca Morandi (responsabile relazioni esterne di siderweb).
Secondo il direttore di Federacciai, Falvio Bregant, quest’anno «il settore è stato travolto da shock esogeni e da uno stravolgimento degli equilibri geopolitici internazionali, cui l’Europa non è riuscita a adeguarsi con sufficiente rapidità. Gli strumenti ci sono ma spesso sono delle belle scatole vuote», prive dei contenuti operativi necessari. Il riferimento è soprattutto all’energia: «Non esiste un vero piano europeo. L’Italia rischia di essere fuori mercato rispetto alla Germania, che avrà prezzi calmierati. Lo stesso vale per molte altre politiche».
Per il member of the board di Danieli, Antonello Mordeglia, il 2024-2026 è un periodo dominato da due parole chiave: «localizzare e decarbonizzare. Il nostro core business è globale e solo una piccola parte della produzione è destinata all’Italia, poco più del 3%. I margini della siderurgia restano bassi, ma gli investimenti sono molti, soprattutto in Giappone e negli Stati Uniti. Osserviamo inoltre una tendenza crescente alla
diversificazione verso gli acciai speciali, in particolare da parte di quei produttori che hanno le risorse per farlo».
Il vp group direct procurement di Fincantieri, Davide Conte, ha individuato nell’incertezza «il male principale, ma ormai dobbiamo conviverci. Per la cantieristica navale i cicli produttivi lunghi amplificano le difficoltà: una nave richiede tre o quattro anni di lavoro. Abbiamo ordini che ci portano avanti per un decennio, ma il prezzo lo decidiamo all’inizio: ciò significa stimare costi e fattori produttivi con un orizzonte di dieci anni».
La presidente di Assofermet, Cinzia Vezzosi, ha evidenziato che «il 2024 è partito con valori coerenti con gli standard, ma nei mesi successivi si è registrato un calo significativo, sia nei volumi sia nella redditività operativa. Il 2025 è proseguito con un ulteriore peggioramento. I prezzi sono rimasti in un intervallo ristretto, ma volumi e marginalità si sono ridotte drasticamente. I centri servizio gestiscono volumi decisamente inferiori rispetto al pre-Covid: siamo a un -20% strutturale. Nelle ultime settimane i prezzi si sono mossi, ma per motivi regolatori, non per una ripresa della domanda».
Il responsabile Large Corporate Italy Bper Corporate & Investment Banking, Andrea Del Moretto, ha sottolineato che «Bilanci d’Acciaio è uno dei momenti di incontro e di studio più importanti per il settore siderurgico. Per noi il sostegno e la partecipazione a questo evento è ormai una tradizione consolidata: vogliamo essere sempre attenti e preparati rispetto all’attualità che riguarda un’industria strategica e fondamentale per l’economia come quella dell’acciaio. BPER Banca concede affidamenti per il circolante, di tesoreria e finanziamenti a medio termine che si misurano nell’ordine di diversi miliardi di euro tra le aziende di tutta la filiera; quindi, è indispensabile capire sempre più approfonditamente le dinamiche e le prospettive future di un settore complesso, caratterizzato da ciclicità, condizionamenti rispetto ai cambiamenti internazionali e anche dalle opportunità di transizione ecologica. BPER crede nel dialogo e nella collaborazione costanti tra banca e impresa, in modo da essere sempre in grado, insieme, di studiare le migliori strategie attraverso l’offerta di prodotti e servizi personalizzati ed essere preparati per le sfide che ci attendono nel prossimo futuro».
Nella foto, da sinistra Morandi, Conte, Mordeglia, Vezzosi e Bregant.








