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Allarme plastica: mancano i polimeri. E i prezzi vanno alle stelle

Allarme plastica: mancano i polimeri. E i prezzi vanno alle stelle

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Una vera e propria emergenza, soprattutto in Europa: prezzi dei polimeri alle stelle – con il record del polietilene – a cui si aggiungono problemi di approvvigionamento.

 

Manca la plastica, ma non per una rinnovata tendenza green. Questo materiale è invece sempre più richiesto in questi tempi di pandemia, ma le aziende fanno molta fatica da approvvigionarsi fino ad essere costrette a rallentare linee di produzione.

 

Il rischio и che si riducano le forniture di prodotti essenziali per fronteggiare il Covid, comprese le siringhe peri vaccini, di cui il mondo deve procurarsi milioni di pezzi in tempi rapidi.

 

Lo denuncia su Repubblica, Luca Iazzolino, presidente di Unionplast che parla di una “tempesta perfetta” che si sta abbattendo sul settore della plastica, segnalando che ben l’80% delle aziende italiane del settore «è stato costretto a ridurre attività e produzione» a causa delle difficoltà di approvvigionamento sul mercato di questi ultimi mesi”.

 

È quanto emerge anche da un sondaggio di Federazione Gomma Plastica. Il fenomeno riguarda tutta Europa, dove l’indisponibilità di polimeri sta provocando un sensibile e continuo aumento dei prezzi che hanno raggiunto livelli record: tra le cause, l‘eccezionale ondata di gelo negli Stati Uniti, che ha portato al blocco di molti impianti petrolchimici che ha colpito la produzione di polipropilene (PP) e del 67% della produzione di etilene, e il forte aumento della domanda di polimeri da parte della Cina che ha ripreso la produzione a pieno ritmo.

 

Il rischio ovviamente è che le tensioni sui prezzi si scarichino fatalmente sui consumatori finali. Ma a preoccupare in misura particolare in questo momento sono le difficoltà che devono sopportare filiere «come quella dei camici, dei dispositivi sanitari e del packaging per i farmaci», sottolinea Iazzolino.

 

Non solo c’è il rischio di impatti sull’occupazione, in un settore che in Europa dа lavoro a 1,5 milioni di persone in oltre 53mila imprese, ma la situazione minaccia di «compromettere la fornitura di prodotti rilevanti» anche in industrie chiave come la farmaceutica e l’alimentare. “Non siamo l’unico settore a cui mancano materie prime o semilavorati ed è paradossale che non se ne parli abbastanza» conclude Iazzolino. Un allarme condiviso infatti da altre associazioni industriali come Anfia Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica (automotive) e Aice-Anie (cavi e conduttori).

 

“Ci sono impianti rimasti senza materiali e altri che, pur avendo messo da parte scorte ragionevoli, ora rischiano di finirle», affenna Ron Marsh, presidente della Polymers for Europe Alliance: un altro mese di emergenza e i supermercati resteranno a corto di imballaggi”.