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Ance: 2 miliardi per 3000 opere di messa in sicurezza del territorio

Ance: 2 miliardi per 3000 opere di messa in sicurezza del territorio

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Il Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministero dell’economia, ha ripartito con il decreto del 23 febbraio 2021, 1.850 milioni di euro da destinare, nel 2021, ad investimenti relativi ad opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio.

 

E’ quanto sottolinea Ance, l’Associazione Nazionale Costruttori edili. Si tratta del contributo previsto dall’art.1, commi 139 e seguenti, della Legge di bilancio per il 2019 (Legge 30 dicembre 2018, n.145), come rifinanziato dal Decreto Agosto (Decreto Legge 14 agosto 2020, n. 104) e, da ultimo, dalla Legge di bilancio per il 2021 (Legge 30 dicembre 2020, n. 178).

 

Il programma di investimenti è partito con una dotazione annuale per il 2021 pari a 350 milioni di euro che, anche grazie all’azione dell’Ance di sostegno agli investimenti locali attraverso la proposta di un Piano Italia di manutenzione del territorio, ha potuto raggiungere una cifra molto più consistente, pari a 1.850 milioni di euro, alla quale si aggiungono gli ulteriori stanziamenti previsti per gli anni 2022-2030 per complessivi 7.550 milioni, di cui 2.200 milioni per la prossima annualità.

 

Risorse che finanzieranno un importante piano di investimenti in ambiti primari per la sicurezza della collettività, quali il rischio idrogeologico, la messa in sicurezza di strade e viadotti e di edifici pubblici come le scuole, offrendo un sostegno concreto al settore delle costruzioni e all’intera economia.

 

A fronte di più di 9.000 progetti, per oltre 5 miliardi di euro, presentati dai comuni entro il termine del 15 settembre u.s., il decreto del 23 febbraio u.s. ha definito 8.176 opere ammissibili ed ha finanziato le prime 2.846 opere di messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico, relative a 1.912 enti locali beneficiari per un investimento complessivo di circa 1.878 milioni di euro.

 

In merito all’attuazione di tali interventi, la procedura prevede che l’ente beneficiario del contributo affidi i lavori per la realizzazione delle opere pubbliche entro termini precisi, di seguito indicati, decorrenti dalla data di emanazione del decreto di attribuzione dei fondi:

  • entro sei mesi per le opere con costo fino a 100.000 euro (177 opere);
  • entro dieci mesi per le opere il cui costo è compreso tra 100.001 euro e 750.000 euro (1.437 opere);
  • entro quindici mesi per le opere il cui costo è compreso tra 750.001 euro e 2.500.000 euro (1.221 opere);
  • entro venti mesi per le opere il cui costo è compreso tra 2.500.001 euro e 5.000.000 di euro (11 opere).

 

Tali termini sono aumentati di tre mesi qualora l’ente beneficiario del contributo, per espletare le procedure di selezione del contraente, si avvalga degli istituti della centrale unica di committenza (CUC) o della stazione unica appaltante (SUA).

 

Il mancato rispetto dei suddetti termini comporterà il recupero dei fondi da parte del Ministero dell’Interno e la loro successiva assegnazione  ai comuni che risultano ammessi al finanziamento.

 

E’ inoltre previsto che il contributo possa essere ridotto del 5% qualora, entro il 31 dicembre 2020, non sia stato approvato il piano urbanistico attuativo (PUA) e il piano di eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA). A tal fine gli enti beneficiari sono tenuti a trasmettere al Ministero dell’interno, entro il 31 Marzo 2021, apposita certificazione con la quale attestano di aver adottato o meno le delibere di approvazione dei due piani soprarichiamati. In assenza della necessaria attestazione, il contributo assegnato è rideterminato con decreto del Ministero dell’interno, entro il 30 Aprile 2021, e le eventuali risorse liberate sono utilizzate per lo scorrimento della graduatoria.

 

In merito alla distribuzione regionale dei progetti finanziati, si segnalano per numerosità la Calabria (412 progetti), il Piemonte (401 progetti), la Campania (342 progetti) e il  Lazio (303 progetti).