
Il presidente Marchesini di Assoclima promuove la richiesta italiana a Bruxelles: «Accelerare su rinnovabili e tecnologie strategiche per tagliare i costi di famiglie e imprese».
A margine dei lavori del recente G7 a Parigi è proseguito il negoziato sulla richiesta avanzata dall’Italia di estendere la Clausola di Salvaguardia Nazionale (NEC – National Escape Clause), già prevista per le spese in difesa, anche al settore energetico ossia di garantire maggiore flessibilità agli Stati membri per gestire una crisi energetica la cui durata ed intensità destano grande preoccupazione.
Il recente intervento del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti al question time in Aula al Senato ha chiarito che tale possibilità concessa da Bruxelles debba passare, a livello nazionale, per una necessaria discussione in Parlamento al fine di individuare le azioni più urgenti per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e rafforzare la resilienza del nostro sistema energetico.
Tra le misure ammesse a fronte di questa flessibilità, come menzionato dal Commissario europeo per l’Economia Dombrovskis durante la conferenza stampa per la presentazione del provvedimento, il sostegno all’acquisto di veicoli elettrici, l’installazione di pannelli fotovoltaici e accumuli elettrici, la sostituzione di caldaie a gas o gasolio con pompe di calore elettriche.
In queste ore la Commissione Europea ha anche approvato un regime italiano di aiuti di Stato da 23 miliardi di euro a sostegno della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, che ambisce a contribuire all’obiettivo nazionale, connesso alla decarbonizzazione, di raggiungere il 39,4% del consumo finale lordo di energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2030.
«Siamo assolutamente favorevoli a qualsiasi iniziativa che possa contribuire ad aumentare l’autonomia energetica del nostro Paese e a ridurre il prezzo dell’energia, che grava in maniera determinante sulle famiglie e sulle imprese», commenta il Presidente di Assoclima, Maurizio Marchesini. «In questa prospettiva riteniamo più che fondata la richiesta italiana alla Commissione europea e ci troviamo molto d’accordo con il richiamo del Presidente di Confindustria sulla necessità di accelerare gli investimenti, verso rinnovabili nell’immediato e nucleare in prospettiva, per garantire energia a basso costo alle imprese e alle famiglie».
Marchesini chiude quindi con una considerazione e con un auspicio: «Il nostro settore mette a disposizione un tessuto industriale solido, radicato sul territorio e riconosciuto come leader nella fornitura di tecnologie strategiche, come le pompe di calore elettriche. Una filiera che negli anni ha aumentato capacità produttiva, innovazione e occupazione qualificata. Ci auguriamo che le discussioni in corso portino finalmente alle misure strutturali di cui il Paese ha bisogno e che l’attuale fase emergenziale diventi un volano per la crescita. Le competenze e gli strumenti per affrontare questa sfida ci sono: ora serve una visione di lungo periodo».









