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Bilanci d’Acciaio 2020, consegnati i riconoscimenti nella siderurgia

Bilanci d’Acciaio 2020, consegnati i riconoscimenti nella siderurgia

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In occasione di Bilanci d’Acciaio, Siderweb anche quest’anno, per la settima volta, ha premiato cinque aziende siderurgiche italiane con i migliori tassi di crescita e redditività del 2019.

 

In occasione di Bilanci d’Acciaio, siderweb anche quest’anno, per la settima volta, ha premiato le aziende della filiera che si sono distinte per i migliori tassi di crescita e redditività.

 

La giuria, presieduta da Claudio Teodori, professore ordinario dell’Università degli Studi di Brescia, e composta da Gianfranco Tosini e Stefano Ferrari dell’Ufficio Studi di siderweb, ha preso in considerazione le aziende inserite nello studio Bilanci d’Acciaio 2020, raggruppandole in cinque categorie di appartenenza: produzione di acciaio (semiprodotti, acciai inossidabili, acciai comuni e legati); prima trasformazione (fabbricazione di tubi, laminazione di semiprodotti); distribuzionecentri servizio; commercio di rottame e ferroleghe.

 

Sponsor unico delle premiazioni è stato anche quest’anno Coface, società leader a livello mondiale nell’assicurazione del credito.

 

Ecco i 5 vincitori della settima edizione di Bilancio d’Acciaio:

 

Produzione di acciaio – ABS Acciaierie Bertoli Safau (Ud)

ABS nasce nel 1988 dalla fusione di due acciaierie di lunga esperienza ed alta qualificazione, le “Officine Bertoli” fondate nel 1813 e “Safau”, le cui origini risalgono al 1934. La secolare esperienza nella siderurgia, unita allo spirito di innovazione caratterizzante del gruppo Danieli cui ABS appartiene, assicurano la leadership necessaria a soddisfare le richieste dei mercati più esigenti.

 

Prima trasformazione – Tubisteel (Vi)

TubiSteel produce un’ampia gamma di tubi saldati nei diversi tipi di acciaio Inox della serie 300 austenitici, duplex, super duplex, titanio e tutte le leghe del nichel. Ha sede a Schio, in provincia di Vicenza.

 

Distribuzione – Tubifal (Co)

Azienda con sede a Carbonato, in provincia di Como, è specializzata nella lavorazione interna di tubi in acciaio. Il nome stesso è nato come fusione tra la parola TUBI e le tre principali lavorazioni meccaniche eseguite: foratura profonda (F), alesatura interna (A) e levigatura interna (L). Queste lavorazioni vengono eseguire sia in conto terzi che realizzando, principalmente, semilavorati su commessa. Ha vinto Bilancio d’Acciaio anche nel 2019.

 

Centri servizio – Sandrini Metalli (Bg)

Un’esperienza di oltre 70 anni, lunga 3 generazioni, nel comparto delle coperture, l’azienda di Costa Volpino (in provincia di Bergamo) conta 4 stabilimenti, oltre 30mila metri quadrati di area produttiva e lavora oltre 15mila tonnellate di coils l’anno. Ha vinto Bilancio d’Acciaio anche nel 2019.

 

Commercio di rottame e ferroleghe – S.I.R.Met-Società Industriale Recupero Metalli (Bg)

S.I.R.Met-Società Industriale Recupero Metalli, con sede a Telgate (Bg), è stata fondata nel 1996 e opera nel ramo del recupero e nella raccolta dei metalli, ferrosi e non. Il punto di forza dell’azienda è da sempre la qualità del servizio offerto.

 

I REQUISITI – Essere inclusi nello studio Bilanci d’Acciaio; avere un valore della produzione annuo per l’esercizio 2019 (ultimo anno del triennio esaminato) superiore ai 2 milioni di euro.

 

GLI INDICATORI

    1. Tasso di redditività complessiva (ROA riferito all’ultimo esercizio disponibile).
    2. Tasso di marginalità sulle vendite, identificato nell’incidenza dell’Ebitda sulle vendite (riferito all’ultimo esercizio disponibile).
    3. Redditività delle vendite, identificato nell’incidenza dell’Ebit sulle vendite (riferito all’ultimo esercizio disponibile).
    4. Incidenza degli oneri finanziari sull’Ebitda (riferito all’ultimo esercizio disponibile).
    5. Rapporto di indebitamento complessivo, identificato dal rapporto tra mezzi di terzi e mezzi propri (riferito all’ultimo esercizio disponibile).
    6. Tasso di crescita del fatturato (media dell’ultimo triennio).

 

LE OPINIONI DEGLI OPERATORI DI MERCATO

La seconda ondata pandemica ha scombinato ulteriormente le carte degli operatori siderurgici, che già nel terzo trimestre dell’anno avevano cominciato a ripartire.

«Gli asset italiani di Metinvest dovrebbero chiudere l’anno con un -15% di volumi e un -20% di fatturato – ha detto Roberto Re, Head of Metinvest Europe -. L’anno sta però finendo bene, con un aumento dei prezzi. Il primo trimestre 2021 sarà caratterizzato da una domanda fortemente indebolita per i problemi pandemici, ma sono positivo, vedo un 2021 di crescita».

 

«Credo che gli effetti di quello che stiamo vivendo si potranno vedere solo tra qualche anno, sia in negativo, sia in positivo. Sopravvivranno gli strong innovator, ci sarà una selezione sempre più forte sul mercato – ha detto Anna Mareschi Danieli, vicepresidente di ABS Acciai e presidente di Confindustria Udine -. E dobbiamo investire». Il Gruppo Danieli, ha ricordato, negli ultimi anni ha investito 1,7 miliardi di euro in innovazione e digitalizzazione.

 

Proprio in digitalizzazione «vediamo maggiori investimenti da parte di chi non era ancora partito con decisione in questa trasformazione. Percepisco un grande sforzo verso il cambiamento» ha detto Francesco Brunelli, presidente di Regesta. «Nonostante le apparenze, le aziende siderurgiche dal punto di vista digitale sono evolute. Ma ritengo che la cosa principale resti quella di portare le persone al centro, per far sì che la digitalizzazione possa essere sfruttata al meglio».

 

Non solo digitalizzazione, ma anche sostenibilità. «Il Covid-19 ci ha insegnato che dobbiamo accelerare verso questi nuovi modelli produttivi e di sviluppo – ha dichiarato Giuseppe Pasini, presidente di Feralpi Group e di Confindustria Brescia -. Come gruppo abbiamo in progetto di attuare un piano di investimenti importante, che abbiamo un po’ frenato a causa del Covid ma che comunque porteremo avanti, che riguardano in gran parte la riduzione del nostro impatto ambientale in termini di emissioni di CO2. Siamo il settore che sarà più chiamato ad affrontare questi nuovi schemi produttivi».