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Bioplastiche 2020: un altro anno positivo

Bioplastiche 2020: un altro anno positivo

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È quanto emerge dal Rapporto annuale di Assobioplastiche, realizzato nell’ambito del progetto europeo “Bioplastics Europe H2020”, risultato di uno studio Plastic consult.

 

Attualmente nel mondo si consumano all’incirca 322 milioni di tonnellate l’anno di prodotti plastici tradizionali, senza considerare le fibre sintetiche (fonte: PlasticsEurope). La capacità produttiva mondiale di bioplastiche è di 4,16 milioni di tonnellate l’anno (fonte: European Bioplastics).
I principali settori di applicazione sono quelli riconducibili alla raccolta differenziata della frazione organica e degli sfalci erbosi (sacchi e sacchetti per l’umido usati in migliaia di comuni italiani), all’imballaggio e al consumo di alimenti (film, posate, catering), per trasporto merci (buste per la spesa, sacchi igienici per primo imballo alimentare), all’agricoltura (film pacciamanti, vasetti).

 

Secondo l’ultimo Rapporto ISPRA sui rifiuti urbani, datato 2017, la raccolta differenziata della frazione organica ha superato in Italia i 6,5 milioni di tonnellate, contro i 3,2 milioni della carta e il milione e trecentomila tonnellate della plastica. La frazione organica dunque, rappresenta oggi il flusso più importante dei rifiuti domestici raccolti separatamente rappresentando il 42% di tutte le raccolte differenziate in Italia.

 

Secondo Marco Vasari, presidente Assobioplastiche, «il comparto gode di ottima salute, confermata dalla crescita costante e consecutiva dell’ultimo decennio, non solo in quantità ma anche in qualità, come dimostrano le nuove innovative applicazioni che iniziano a entrare nel mercato grazie al consolidamento della raccolta della frazione organica». «Il settore fa dell’innovazione la sua cifra distintiva e guarda al dividendo non solo economico ma anche sociale e ambientale. Con la declinazione del Green new deal e il completamento dei quadri regolamentari relativi alla raccolta del rifiuto organico e alle soluzioni monouso siamo fiduciosi che la nostra industria potrà fare la sua parte per la crescita del Paese».