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Cantiere in sicurezza, per l’Inail il Covid-19 non è più infortunio

Cantiere in sicurezza, per l’Inail il Covid-19 non è più infortunio

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E’ quanto dichiarato nella circolare dell’Istituto pubblicata il 20 maggio scorso, che esclude in maniera netta profili di responsabilità civile e penale del datore di lavoro nel contagio da Covid 19.

 

Ance, l’Associazione Nazionale Costruttori Edili sottolinea che sia un atto importante per escludere in maniera netta profili di responsabilità civile e penale del datore di lavoro nel contagio da Covid 19, ma ora serve la norma correttiva.

 

“Importante il chiarimento fornito dalla circolare dell’Inail n.22 che esclude in maniera netta profili di responsabilità civile e penale del datore di lavoro nel contagio da Covid 19”, commenta il presidente Ance, Gabriele Buia.

 

L’Istituto, infatti, in una circolare appena uscita, chiarisce che non esiste alcuna correlazione diretta tra contagio e responsabilità del datore di lavoro a meno che non ci sia una violazione della legge o di obblighi derivanti dalle conoscenze sperimentali o tecniche.

 

“Ora”, prosegue il Presidente Ance, “ci attendiamo un immediato segnale altrettanto chiaro dal Governo affinché sia corretta la norma inserita nel dl cura che sembrerebbe lasciare aperta la possibilità che l’imprenditore possa essere chiamato a rispondere penalmente ed economicamente in caso di contagio di un proprio dipendente.”

 

“Il nostro settore ha firmato già a marzo per primo un protocollo sulla sicurezza al quale ne sono seguiti altri due proprio per garantire ai propri lavoratori la massima tutela: abnorme pensare che i rischi di contagio possano essere scaricati sulle spalle di chi fa impresa e rispetta le regole”, sottolinea Buia che invita il Governo a intervenire al più presto in tal senso.