
Capannoni e negozi in calo nel I trimestre 2026
Secondo l’Agenzia delle Entrate calano le compravendite nel comparto produttivo e commerciale, penalizzati dal rincaro delle materie prime.
Il primo trimestre del 2026 registra una contrazione delle compravendite immobiliari nei comparti produttivo e commerciale, secondo le analisi diffuse dall’Agenzia delle Entrate.
Il calo più significativo riguarda i capannoni industriali, con una flessione del 5,7%. Il dato è legato anche al rallentamento delle operazioni di sviluppo, frenate dal forte rincaro delle materie prime, un fattore che pesa in modo particolare sul comparto industriale e produttivo. La domanda resta comunque sostenuta, trainata soprattutto dal settore logistico, ma si scontra con una carenza rilevante di prodotto disponibile. Per rispondere a questa carenza, si ricorre sempre più spesso a operazioni su commissione oppure alla riqualificazione di immobili esistenti. A livello territoriale si distingue il risultato della provincia di Roma, in controtendenza rispetto al calo nazionale con un +58,5%.
Anche gli immobili a uso commerciale segnano una battuta d’arresto, con una flessione del 2,1% che si accentua nei comuni capoluogo, dove si arriva al -5,2%. Il negozio resta comunque un investimento immobiliare interessante, soprattutto se acquistato con rendimenti intorno al 9-10% annuo lordo o con la possibilità, frequente nelle grandi città, di un cambio d’uso in residenziale. Tra le grandi città si segnala l’aumento delle compravendite a Palermo (+36,9%), mentre Bari registra una contrazione del 26,9%.
Chi acquista per investimento punta spesso a trasformazioni in residenziale o in box, pur dovendo fare i conti con regolamenti urbanistici sempre più restrittivi.
Fonte: Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa









