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CONFCOMMERCIO GIOVANI: L’ITALIA È UN PAESE PER GIOVANI IMPRENDITORI

CONFCOMMERCIO GIOVANI: L’ITALIA È UN PAESE PER GIOVANI IMPRENDITORI

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Dalla creazione di un contenitore associativo realmente utile anche ai modelli imprenditoriali innovativi alle competenze indispensabili per affrontare le sfide del futuro. Confcommercio Giovani ha elaborato un programma di lavoro condiviso e pragmatico che guiderà il mandato fino al 2023. Ce ne parla Andrea Colzani, neo Presidente dell’associazione…

Andrea Colzani è stato eletto per acclamazione presidente dei Giovani Imprenditori di Confcommercio per il quinquennio 2018-2023. Subentra al presidente uscente Alessandro Micheli, dal 2015 è vicepresidente del gruppo Giovani Imprenditori nazionale e presidente del GGI di Milano Lodi Monza e Brianza.

Dopo aver ringraziato il presidente uscente  per lo straordinario lavoro svolto in questi anni, il neo presidente ha sottolineato “di voler continuare l’opera di consolidamento del Gruppo nel segno della continuità, con particolare risalto al tema dell’innovazione del fare impresa.” Lo abbiamo intervistato dopo la sua partecipazione a Hardware Forum a Milano per conoscere tutte le iniziative in programma nel prossimo quinquennio dell’associazione dei giovani imprenditori italiani.

 Complimenti per la sua nomina a Presidente. Quale taglio vorrà dare al suo mandato 2018-2023?

I principali punti che mi piacerebbe riuscire a sviluppare sono: da una parte, creare un contenitore associativo che sia utile ai giovani imprenditori del terziario, in particolare a quelli che creano nuovi modelli di impresa in un mondo che sta cambiando in modo rapidissimo e, dall’altra parte, mi piacerebbe che il nostro Gruppo giovani diventasse una porta di ingresso al sistema Confcommercio per chi, come me, crede che con i contenuti, la trasversalità e il gioco di squadra si possano affrontare meglio le sfide di oggi e di domani.

Su quali aspetti concentrerà la sua attenzione nei primi mesi della sua Presidenza?

Gli aspetti si cui concentrare l’attenzione sono tanti. Siamo partiti prima di tutto con la definizione delle persone e degli obiettivi: la squadra di mandato e il programma da attuare. Sono già stati nominati nove vicepresidenti e ciascuno ha delle deleghe precise, ma la cosa più interessante è che abbiamo scritto il programma di lavoro dei prossimi cinque anni grazie a 100 giovani del sistema che si sono riuniti a Catania a fine giugno. Questo metodo orientato alla condivisione è a mio giudizio molto importante da perseguire.

Quale situazione economica, di mercato e culturale affrontano i giovani imprenditori italiani?

Quella dei giovani imprenditori è una strada che sembra sempre in salita…e con uno zaino molto pesante. Da oltre dieci anni ci diciamo che c’è una crisi in corso e i segnali di ripresa sono ancora incerti in un contesto Paese –come dice il nostro Presidente Sangalli – “fragile”. Basterebbe solo una scelta sbagliata per fare un passo indietro, come ad esempio un eventuale aumento dell’IVA. Dobbiamo avere anche la consapevolezza che il contesto è mutato per sempre e servono nuovi strumenti per affrontare il mercato di oggi.

Secondo la sua esperienza imprenditoriale di famiglia, quali sono le esigenze del comparto tecnico ferramenta e automotive?

Avendo a disposizione un punto di osservazione interessante legato all’azienda di famiglia, credo che sia molto importante dare grande attenzione al servizio, che per noi significa fornire ciò che serve al nostro cliente nel minor tempo possibile per consentirgli una reddittività economica interessante, sollevandolo da costi inutili che rappresentano inefficienza.

(l’intervista integrale in Ferrutensil di Ottobre…)