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Coronavirus, il gruppo Axel al servizio dei negozi di prossimità, tra luci e ombre

Coronavirus, il gruppo Axel al servizio dei negozi di prossimità, tra luci e ombre

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Abbiamo contattato Francesco Zangrillo e Nicola Chiavenato, soci di riferimento del gruppo Axel per un aggiornamento sull’emergenza sanitaria ed economica attuale.

 

Continua il monitoraggio di Ferrutensil per aggiornare il mercato sull’attività dei gruppi distributivi e del dettaglio ferramenta, alla luce del nuovo DPCM del 22 marzo. Abbiamo raggiunto telefonicamente Francesco Zangrillo e Nicola Chiavenato, soci di riferimento del gruppo Axel per un aggiornamento sull’emergenza sanitaria ed economica attuale.

 

Il gruppo Axel non è il classico gruppo di acquisto, ma una rete con un’identità molto più complessa che crede nel valore dell’aggregazione e nel sostegno alla distribuzione tradizionale dei negozi di prossimità. Un valore che le aziende distributrici associate, (Chiavenato Nicola, IVM, Cascino Angelo, Ferramenta Salvatore e F.lli Zangrillo ) stanno portando avanti anche durante questa difficile emergenza sanitaria, continuando a svolgere il proprio ruolo e continuando ad essere presente nel mercato, seppure a regime ridotto come impone il decreto in vigore.

 

Come si sta evolvendo l’emergenza alla luce del DPCM del 22 marzo secondo la vostra esperienza?

 

Dipende molto dalle zone, in generale si può dire che oltre il 60% dei negozi nostri clienti sia aperto, seppure con aperture parziali o ridotte. La routine è comunque molto cambiata, tanti si inventano nuovi modi, come ad esempio a Verona dove alcuni negozi hanno trasferito il bancone all’entrata così da poter servire i clienti, evitando l’accesso nel punto vendita e ovviare all’obbligo degli accessi contingentati che rende tutto molto lungo e complicato.

 

In generale, a Verona siamo stati in mezzo a due fuochi: prima quello di Padova, e ora Bergamo e Brescia, dove è tutto fermo. In Emilia dipende molto dalle provincie, più si di va a Nord e meno si lavora. In Toscana si lavora abbastanza bene, ma da domani sappiamo che in molti chiuderanno volontariamente con la prospettiva di riaprire dopo il 3 aprile.

 

I negozi tradizionali dei piccoli centri sono avvantaggiati (agevolati anche dall’obbligo di permanenza nel comune di domicilio o residenza) e sono quelli che stanno lavorando po’ meglio, penalizzate invece le rivendite nelle città. Per la disponibilità dei prodotti, invece, nel prossimo futuro ci saranno inevitabilmente dei problemi di approvvigionamento soprattutto dai Paesi asiatici (a causa del fermo degli ultimi mesi) ma a catena anche dagli altri Paesi europei.

 

Come strategia, il gruppo Axel negli ultimi anni si è già indirizzato verso fonti di forniture Made in Italy, quando fosse possibile per disponibilità dell’articolo e per l’aspetto economico.