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Coronavirus e operatività delle ferramenta, la rilevazione sul campo

Coronavirus e operatività delle ferramenta, la rilevazione sul campo

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Abbiamo contattato 18 ferramenta spiccatamente professionali del Nord Italia, che lavorano nelle zone più colpite dall’epidemia: 8 chiuse, 10 aperte. Ecco cosa ci hanno raccontato gli ‘operativi’.

 

A una settimana dall’entrata in vigore del decreto 11 marzo 2020, la situazione relativa agli esercizi commerciali che eccezionalmente possono svolgere la propria attività è fortemente mutata. La nuova stretta per rallentare il contagio ha designato regole più stringenti nella vita quotidiana di tutti e aziende e commercianti si muovono costantemente per adottare misure di prevenzione sempre più rigide.

 

La redazione di Ferrutensil continua con il monitoraggio delle aperture e delle chiusure nel settore ferramenta e utensileria: il campione preso in esame in questa indagine riguarda 18 ferramenta che si occupano principalmente di forniture industriali, con un focus maggiore sulla regione Lombardia.

 

Che cosa è emerso? La maggior parte dei punti vendita risultano aperti, ma, in ottemperanza alle disposizioni straordinarie, è in corso un brusco ridimensionamento dei servizi offerti per salvaguardare la salute di tutti, clienti e dipendenti. Poche le ferramenta che hanno optato per la chiusura totale e in gran parte si tratta di rivenditori che si collocano in alcune tra le zone al momento più colpite dall’emergenza, ovvero le provincie di Milano, Lodi, Bergamo e Brescia.

 

In tutta Italia la tendenza più comune è quella di prediligere ordini online o telefonici nel tentativo di limitare il più possibile il contatto con il cliente. In qualche caso infatti si è deciso di chiudere al pubblico e servire solo aziende (no privati) che hanno urgente necessità di rifornimento.

 

Misure di precauzione severe per chiunque si rechi a ritirare il materiale sul punto vendita: si entra una persona alla volta con mascherina e guanti. All’interno percorsi obbligati che non facciano in alcun modo incrociare il cliente che esce con quello che eventualmente è fuori pronto per entrare. I dipendenti sono in ferie o in smart-working, il lavoro sul campo è svolto unicamente a conduzione familiare, tutti comunque dotati di DPI.

 

Al momento non risultano problematiche relative all’approvvigionamento dei materiali: nella maggior parte dei negozi il catalogo prodotti è interamente disponibile e la fornitura dei materiali è regolare. La situazione non è comunque delle più rosee, data la ricezione quotidiana di mail e telefonate da parte dei clienti che, costretti dalla chiusura temporanea delle aziende, si trovano a dover disdire grandi quantità di ordini.

 

Insomma, il comparto ferramenta non si ferma, ma risente della crisi dovuta dall’insorgere del coronavirus. Alcunedelle ferramenta contattate ci hanno infatti anticipato che dai prossimi giorni chiuderanno l’attività fino a data da destinarsi.

 

Nel dettaglio, abbiamo contattato 18 aziende il giorno 17/3, di queste 8 erano chiuse, mentre le 10 aperte hanno risposto alle nostre domande:

 

  • OROBICA UTENSILFERR SRL, Bonate Sopra (BG) serve solo aziende che hanno necessità di acquistare materiale urgentemente, no privati. Sono sospese le consegne presso i clienti fino a data da destinarsi e accettano solo ordini telefonici. Per i clienti che vanno a ritirare il materiale si accede al punto vendita dall’ingresso aziende soltanto uno alla volta dopo aver suonato campanello. Si può accedere soltanto con mascherina e guanti. Al bancone c’è il titolare, i dipendenti sono stati lasciati in ferie e chi può lavora da casa (es. ufficio contabilità). L’uscita dal negozio avviene seguendo un percorso obbligato per evitare contatti.

 

  • GIROLA SRL, Pregnana Milanese (MI): non è presente nessun dipendente, solo i membri della famiglia. Sono aperti al pubblico e hanno la fila, non avevano tempo di risponderci.

 

  • ITALUTENSILI SRL, Pieve Emanuele (MI), sono aperti al pubblico, anche al cliente finale, ma non effettuano consegne. I dipendenti sono a casa, la ferramenta viene gestita a conduzione familiare. All’interno del pdv sono state prese le misure di sicurezza per il contenimento del contagio, attraverso l’utilizzo di cartelli per segnalare le distanze da mantenere, nastro adesivo applicato sul pavimento per distanziare il bancone e un cliente dall’altro. Tutto il personale è dotato di mascherina e guanti. Orario regolare. Vendita di tutte le merceologie, anche perché si tratta principalmente di forniture industriali, quindi utensileria.

 

  • U.M.C. Utensileria Meccanica Cassanese, Cassano Magnago (VA): aperti al pubblico, hanno solo ridotto l’orario con chiusura alle 17.00 anziché alle 18.30. Hanno adottato misure di sicurezza attraverso cartelli, nastro adesivo, tutto il personale con mascherine e guanti. Non hanno effettuato la riduzione del personale, perché riescono a garantire gli standard di sicurezza tranne un paio di dipendenti. Vendono tutte le merceologie presenti.

 

  • BERNASCONI SRL, Milano è aperta e lavora. Effettuano solo consegne perché lavorano con l’ingrosso, in ogni caso adottano anche nelle consegne le misure di sicurezza così come all’interno dell’azienda. Il catalogo è tutto disponibile, al momento non hanno problemi nell’approvvigionamento dei materiali. Non hanno avuto l’esigenza di ridurre il personale, anche se ogni giorno ricevono mail e telefonate dei clienti che chiudono fino a data da destinarsi e che quindi annullano gli ordini.

 

  • FERRAMENTA MEDA GIO BATTA, Desio (MB). Sono aperti, lavorano solo x aziende, ma stanno valutando eventuale chiusura dalla giornata di venerdì perché non hanno abbastanza lavoro: molte aziende della zona hanno già chiuso. Sono 3 dipendenti e hanno adottato misure di sicurezza inclusi dpi anche per effettuare le consegne. In negozio non fanno entrare più di due persone alla volta e a distanza almeno di un metro l’una dall’altra. Vendono tutte le merceologie, ma non c’è richiesta da parte di privati se non per mascherine (che hanno finito).

 

  • FERRAMENTA BOSSI, Codogno (LO). Aperti al pubblico su bisogno. La porta è chiusa, fanno entrare solo 1 persona x volta. L’orario è ridotto, due ore la mattina e due ore il pomeriggio, nel negozio ci sono cartelli x distanze di sicurezza con barriera e i due fratelli che lavorano hanno mascherina e guanti. Solitamente ci sono anche altri dipendenti, ma sono a casa dal 21/02. Le merceologie vendute sono legate alla ferramenta tradizionale, ma per la maggiore ora vengono richieste mascherine. C’è molto poco lavoro, la gente non esce.

 

  • FERRAMENTA CIMA, Castiglione delle Stiviere (MN). Aperti al pubblico, con personale ridotto. Non effettuano in questo momento consegne. Vengono utilizzate le misure di sicurezza vigenti, vendono tutte le merceologie e ovviamente c’è grande richiesta per le mascherine che però sono finite. Non stanno lavorando molto.

 

  • TECNUTENSIL, Carugate (MI). Aperti al pubblico (aziende) solo su appuntamento, altrimenti consegne con tutte le misure di sicurezza. Anche in azienda sono stati messi cartelli per far rispettare le distanze di sicurezza e i dipendenti sono stati dotati di DPI. Il personale è quasi al completo, solo alcuni sono a casa. I prodotti a catalogo vengono venduti regolarmente, senza limitazioni. Le vendite risentono della crisi coronavirus, ma tutto sommato si lavora.

 

  • RATTAZZI, Carpignano Sesia (NO). Al momento sono aperti al pubblico con le dovute misure di sicurezza e vendono tutte le merceologie. Il personale è ridotto a 2 persone in magazzino e 1 in ufficio. Dal 20 al 29 marzo saranno chiusi.