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CREDERE NEL MONDO ASSOCIATIVO, TRA COMMERCIO E FERRAMENTA

CREDERE NEL MONDO ASSOCIATIVO, TRA COMMERCIO E FERRAMENTA

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Intervista a tutto campo a Sabrina Canese, amministratore delegato del distributore spezzino Canese Dante.

 

Sabrina Canese è amministratore delegato in Canese Dante, realtà affermata nella distribuzione ferramenta-utensileria con specializzazione nel settore sicurezza, giunta alla terza generazione. Molto attiva nel mondo associativo del commercio, è vice presidente Nazionale Giovani Confcommercio (con delega ad Education e Capitale umano) e consigliere nel comitato tecnico Assofermet Ferramenta (con delega alla comunicazione). La incontriamo per un’intervista ad ampio raggio, in cui racconta l’esperienza e i progetti di una delle poche donne, affermate e stimate, nel nostro settore ferramenta tradizionale.

 

Come vivi il tuo ruolo associativo in Confcommercio Giovani e in Assofermet Ferramenta?

Sono in Confcommercio giovani da molti anni, ricoprendo oggi sia la carica di vice presidente Nazionale Giovani Confcommercio con delega ad Education e Capitale umano, sia quello di presidente regionale Giovani Confcommercio Liguria. Vivo questo ruolo rappresentativo in maniera molto attiva, perché mi permette di portare avanti aspetti professionali ed etici a cui tengo, ma soprattutto affermare la mia visione del mondo, della vita e dell’impresa. E’ una responsabilità che mi assorbe molto tempo ed energia, ma la ritengo un’occasione unica che voglio sfruttare appieno. Sono, infatti, moltissimi i progetti che ho portato avanti e tanti gli ambiti di cui mi sono interessata, tutti però legati dal medesimo fil rouge: l’importanza della formazione e lo sviluppo di competenze etiche. Considero il progetto sintesi di tutto il mio percorso, l’ultimo “Creattivamente negoziando“, (realizzato dai Giovani Imprenditori Confcommercio La Spezia con il contributo  del  Comune della Spezia, Camera di Commercio della Spezia, Provincia della Spezia, Banca Carispezia, Bando Be Active) è un’iniziativa di alternanza scuola lavoro, con e per le scuole superiori, per riflettere su quanto abbia senso, oggi, investire in spazi fisici nell’era di internet e del commercio elettronico; un progetto che è andato molto bene e ha vinto diversi premi. In Assofermet, invece, ho iniziato a partecipare attivamente con la presidenza di Andrea Lenotti in un ruolo che mi dà la possibilità, confrontandomi con i colleghi di tutta Italia, di condividere competenze e professionalità e seguire, in particolare, i progetti Idrolab e Ferrcredit. Sono lieta di partecipare, soprattutto per la conduzione di Andrea che trovo molto aggregante, una visione di sinergie a 360 gradi e di necessità di fare rete, che purtroppo si scontra un po’ con la caratteristica italiana della divisione e dei “mille campanili”. Personalmente condivido questa necessità di fare sistema, pur capendo che ciascuno debba mantenere la sue specificità.

 

Come distributore ferramenta specializzato in sicurezza, come vedi il comparto? Quali consigli daresti ad un negozio ferramenta tradizionale oggi?

E’ un comparto molto tecnico, molto specialistico. In Canese abbiamo la fortuna di disporre delle competenze di mio fratello, Massimiliano, molto preparato e profondamente appassionato nella ricerca continua di tecnologie innovative. La sicurezza, oggi, rappresenta un settore molto interessante: stiamo vivendo una fase storica e sociale particolare e questo comparto risponde ad esigenze molto sentite nel consumatore, anche irrazionali. Un settore importante, anche se è difficile soprattutto nella divisione ad alta tecnologia, riuscire a proporre la soluzione più adatta alle diverse esigenze. Sono quindi indispensabili investimenti importanti, una formazione continua e una preparazione notevole, non ci si può improvvisare. Per il negozio ferramenta, è essenziale crearsi un’identità: preparazione e competenza sono gli unici elementi che ti permettono di affrontare il mercato, di oggi e di domani. Le ferramenta tradizionali sono ancora molto importanti perché offrono la necessaria assistenza e competenza. Anche il grossista deve essere preparato, per poter svolgere il suo ruolo di valore nella filiera, ed essere utile anche, oggi, che è possibile acquistare ogni prodotto anche online. La formazione continua è l’unico elemento competitivo.

 

Quali saranno i prossimi traguardi di Canese Dante? E di Sabrina?

Canese Dante vuole continuare ad essere sempre più competitiva nei confronti dei propri clienti che sono sempre più preparati e pronti ad affrontare l’innovazione e i cambiamenti. Sabrina, invece, vuole consolidare, nel migliore dei modi, i progetti in corso e inventarne sempre nuovi.

 

Come vedi le recenti aggregazioni nel mondo della distribuzione ferramenta? A tuo giudizio cosa porteranno?

Certo abbiamo assistito all’aggregazione di tre giganti… (ndr, il consorzio Terna con l’unione di Capaldo, Fraschetti e Matteo Viglietta). E’ ancora presto per tirare le somme e dare un giudizio, però non la considero in senso negativo. Penso che l’aggregazione, anche commerciale, sia importante per affrontare con maggior efficacia i players, anche digitali, che oggi esistono e operano, anche nel nostro mercato. Penso che possa anche essere uno stimolo per altri, magari più piccoli, per aggregarsi a loro volta… Può essere un inizio e non è escluso che si possa prendere il buon esempio.

 

Artènsile è diventato un evento nazionale, conosciuto e partecipato. Ti aspettavi un simile riscontro e quali ritieni siano i suoi highlight?

Non me l’aspettavo assolutamente. E’ partito tutto come un gioco, per fare qualcosa di nuovo. Poi, a poco a poco, l’iniziativa è cresciuta e insieme è cresciuto anche il mio entusiasmo, creando nuove sinergie e arrivando oggi alla partecipazione di 10 patrocinatori (tra cui due Comuni), alla collaborazione di Assofermet e del Fai. L’unico segreto è stato aver colto l’intuizione fortunata: poter parlare di ferramenta e di arte insieme, due mondi che sembrano molto distanti e, invece, si possono legare molto bene, anche perché la ferramenta è funzionale all’arte in ogni aspetto, dall’allestimento alla conservazione. Noi abbiamo scommesso di fare diventare gli oggetti ferramenta, opere d’arte. Oltre l’intuizione, il successo è dovuto anche al team di professionisti che mi ha affiancato in questa impresa che è e rimane un work-in-progress.

 

Sei parte della Giuria di Hardware Forum Awards, l’Oscar delle ferramenta. E’ importante oggi premiare la qualità del dettaglio tradizionale?

E’ sempre importante premiare quando c’è merito perché i riconoscimenti aiutano a coltivare la passione e la dedizione, in ogni attività. Sono sicuramente degli stimoli importanti.

 

Cosa pensi dei social media, possono aiutare il business ferramenta a crescere ed evolversi?

Forse non proprio, credo però che non si possa non esserci. Parli con una persona molto social. Non dobbiamo dimenticarci che dietro queste piattaforme ci sono delle persone e, quindi, costituiscono un termometro per avere una percezione, seppur filtrata o parziale, della nostra attività e individuare degli elementi di verifica o di conferma. Sono sicuramente un canale di comunicazione, ampio ed efficace. Quindi, per me, i social sì, tutta la vita…

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