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Drovetti: la ferramenta ‘sartoriale’ nel centro storico di Torino

Drovetti: la ferramenta ‘sartoriale’ nel centro storico di Torino

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Nel cuore storico di Torino nei pressi della Mole Antonelliana, si trova la ferramenta Drovetti, evocativa delle suggestive atmosfere delle botteghe storiche, con ampie zone espositive allestite con banconi e mobili importanti in legno scuro, originali degli inizi della attività…

Profondamente inserita nella sua contemporaneità e nel tessuto urbano torinese, il negozio è anche un riconosciuto punto di riferimento culturale della città, promotore di eventi letterari e iniziative cittadine aperte ad un ampio pubblico, grazie all’ampia metratura che il negozio offre. E’ in attività dal 1906, da sempre di proprietà della famiglia Drovetti che, negli anni, ha trasferito la sede più volte fino all’attuale di via Maria Vittoria 31, un negozio d’angolo con nove vetrine. Vetrine che in questo esercizio meritano un focus particolare: tanti gli allestimenti scenografici creati negli anni con articoli classici di ferramenta per stupire, come la vetrina per l’Unità d’Italia, e a volte per divertire con sottile ironia, i passanti del centro torinese; un esempio virtuoso di come si può fare marketing attraverso l’esposizione del punto vendita che diventa un vivace focus di attrazione. Si tratta di un negozio atipico rispetto a gran parte delle attività di questo genere: moltissimo del materiale venduto viene modificato o realizzato appositamente, per rispondere ad esigenze specifiche di designer ed architetti del mondo del restauro con cui il negozio ha storicamente una collaborazione molto intensa.

Sono già passati centodieci anni da quando Francesco Drovetti decise insieme a Giuseppe Bollero di aprire un negozio di “chiodi, viti e bulloni” in via Saluzzo a Torino.

“Chissà qual era l’atmosfera della Torino nei primi anni del secolo passato, chissà qual era l’umore del nostro avo quando si recava nella sua nuova attività aperta da poco, con il denaro ricavato dalla vendita di una casetta in corso Marconi all’allora non ancora senatore Giovanni Agnelli. Era il 1906”. Ricorda così l’inizio dell’attività di famiglia, Luigi Drovetti, attuale titolare del negozio insieme alla sorella Laura. Si usava molto il legno allora, per costruire e scaldarsi, per lavorare, anche i ponteggi erano composti di assi e chiodi, infatti i due soci, già allora commerciavano attrezzi e materiali per i falegnami. Tanti gli aneddoti storici che la famiglia Drovetti ricorda: l’arrivo della prima Guerra Mondiale, la chiusura del negozio, la riapertura nel 1919, quando Francesco Drovetti trova un nuovo socio, suo fratello Benedetto che invalido a causa della guerra dove una granata gli ha fatto perdere l’uso del braccio decide di partecipare alla nuova impresa che negli anni cresce molto, divisa tra ingrosso e dettaglio e un assortimento colossale di oggetti, casalinghi, collanti ed addirittura “scaldini” per le mani e pattini da ghiaccio, fino ad avere nel 1930, ben 10 dipendenti. Arriva la seconda guerra Mondiale e dopo molti trasferimenti, si arriva alla sede attuale.

Qual è l’andamento generale delle merceologie trattate e quali sono le tendenze in atto nel settore?

Buona parte della nostra attività è dedicata alla maniglieria da porta e da mobile, alla quale, negli anni, abbiamo anche affiancato alle produzioni industriali, articoli di modernariato sino ad arrivare alla produzione di linee da noi interamente realizzate. Il ripristino storico è stato uno dei canali che ci ha permesso di differenziare la proposta commerciale.

Quali sono mission e valori aziendali di Drovetti Ferramenta?

Puntiamo all’espansione di produzione e proposta di linee e prodotti disegnati e realizzati da noi e al consolidamento del nostro marchio. Un esempio dei nostri valori aziendali, attenti anche alle politiche ambientali urbane, è l’iniziativa che garantisce ai nostri clienti uno sconto del 10% a chi arriva in negozio in bici o in tram, pubblicata anche nel nostro profilo Facebook ed esposta con una chiaro cartello sulla vetrina di entrata. Inoltre la bicicletta può essere posteggiata all’interno del negozio, il tram no.

Quali sono i punti di forza della vostra offerta commerciale?

Un nostro punto di forza è senza dubbio il livello di dettaglio nell’offerta. Tutto ciò che non esiste in industria, anche solo il singolo campione, può essere prodotto e venduto. E poi le consulenze: oggi siamo in grado di presentare in cantiere le nostre offerte, come prove sartoriali. Inoltre, all’attività di vendita, è affiancata un’altra società che si occupa di restauro e produzione di particolari introvabili e maniglie su disegno, lucidatura e finiture speciali.

A quale mondo professionale vi rivolgete? E quali specifici servizi offrite?

Ad architetti, falegnami e privati per quanto riguarda la produzione “à la carte”, ma anche industria e colleghi ferramenta per la nostra produzione di serie e ingrosso, soprattutto di serrature per mobile e cerniere. Grande spazio trovano i prodotti per arredamento di design e i sistemi per appenderie, oltre a serrature di sicurezza e casseforti sempre pronte a magazzino.

Fulcro di attrazione del vostro negozio sono le vetrine. Quanto conta l’esposizione e il layout nella vostra attività?

Le vetrine vengono allestite con particolare cura e rinnovate continuamente mentre gli arredi sono ancora gli scaffali e i banconi originali della fondazione, integrati con strutture disegnate e realizzate internamente. Il marketing è fondamentale, le vetrine sono spesso fotografate dai numerosi turisti (siamo praticamente sotto la mole Antonelliana) per la loro originalità e siamo presenti con sponsorizzazioni e serate espositive in molte manifestazioni e iniziative, le ultime con la rivista “Torino storia” e il Salone-Off per il Salone del libro di Torino. Siamo, inoltre, sponsor del “Torino Pride 2016”.

Avete un reparto officina per realizzazioni su misura? Quali articoli offre?

Qualsiasi prodotto che non esista nella produzione di serie può essere realizzato a partire da un disegno, che sempre più spesso viene commissionato direttamente a noi, a partire dalla descrizione dell’esigenza. Fu nostro padre a capire per primo che il servizio è il perno della possibilità di migliorare ulteriormente il negozio e inizia a collaborare con i migliori architetti della piazza torinese per introdurre il concetto di cura del dettaglio applicata al nostro genere di articoli. Questo naturalmente porta ad un enorme incremento delle finiture e dei trattamenti superficiali disponibili.

Come vengono coordinati logistica e magazzino per una gestione sempre efficiente?

Il magazzino è la nostra forza, in controtendenza all’approccio che vorrebbe gli ordini sul materiale venduto. Questo ci dà la possibilità di assemblare i prodotti, facendo scegliere ai clienti ogni piccola variazione e colore. Recentemente abbiamo aggiornato il software di gestione e tutti i pc e gli apparati barcode ed RFID, siamo quindi in grado di monitorare l’andamento del magazzino nel dettaglio.

Nel vostro sito è presente una sezione di storytelling aziendale.

Con una storia di 110 anni alle spalle, una sezione dedicata alle vicende e agli aneddoti della famiglia e della ferramenta Drovetti, non poteva certo mancare…

www.drovetti.com

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