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Economie regionali: il Nord si rafforza, Mezzogiorno in ritardo

Economie regionali: il Nord si rafforza, Mezzogiorno in ritardo

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L’Azienda Italia chiuderà il 2026 con un +0,9% di Pil e un +1,2% di consumi. È la Lombardia a fare da traino, (Pil +1,2%, consumi +1,8%), mentre in coda c’è la Basilicata (+0,6% e +0,4%).

Nel 2026 il Pil italiano crescerà dello 0,9% e i consumi dell’1,2%, risultati migliori di quelli del 2025. Ma è una ripresa che continua a procedere a velocità diverse: se le regioni del Centro-Nord marciano abbastanza spedite, il Mezzogiorno mantiene ritmi più contenuti, in particolare sul fronte dei consumi delle famiglie (in molte Regioni sotto i livelli del 2007). È il risultato principale che emerge da un’analisi dell’Ufficio Studi Confcommercio su Pil e consumi regionali 2025-2026.

 

Entrando nel dettaglio dello studio, scopriamo che la Lombardia si conferma “locomotiva del Paese guidando sia la classifica del Pil che quella dei consumi (+1,2% e +1,8% rispettivamente). Seguono Trentino-Alto Adige (Pil +1% e consumi +1,5%) e Lazio (+1% e +1,4%). In coda alla classifica del Pil troviamo Basilicata e Calabria (entrambe con un +0,6%) che registrano le performance più deboli anche per i consumi (rispettivamente +0,4% e +0,5%).

 

Tab. 1 – PIi- variazioni percentuali medie annue e indici

2008-20192020-2024202520262026 (indice 2007=100)
Piemonte-0,60,90,40,898,3
Valle d’Aosta-0,90,60,20,893,4
Liguria-1,10,51,00,791,7
Lombardia0,21,60,51,2112,7
Trentino A. A.0,91,00,41,0118,5
Veneto-0,20,80,30,8103,0
Friuli V. G.-0,50,50,30,897,3
Emilia Romagna0,01,00,80,9106,7
Toscana-0,10,40,20,7102,1
Umbria-1,11,00,40,892,6
Marche-0,80,60,40,895,2
Lazio-0,50,90,71,099,8
Abruzzo-0,51,50,40,9103,1
Molise-1,40,5-0,10,786,6
Campania-1,01,61,10,998,3
Puglia-0,71,40,00,899,2
Basilicata0,00,50,60,6104,0
Calabria-1,30,61,70,689,9
Sicilia-1,21,80,40,795,1
Sardegna-0,61,80,50,8103,5
Italia-0,41,10,50,9102,8
Nord-0,11,20,51,0106,4
Nord-ovest-0,11,40,51,0107,0
Nord-est0,00,90,50,8105,4
Centro-0,50,70,50,999,5
Mezzogiorno-0,91,50,60,897,7

Fonte: elaborazioni e stime Ufficio Studi Confcommercio

È un andamento che, secondo l’Ufficio Studi, “conferma il rischio di un ulteriore ampliamento dei divari territoriali tra Nord e Sud. Ridurre questa ‘forbice’ resta, pertanto, la principale condizione per rendere la crescita più equilibrata e duratura”.

 

Le stime e le previsioni regionali di Pil e consumi per il 2025-2026

Nel periodo 2020-2024, nonostante le varie crisi ma grazia anche allo stimolo del Pnrr, l’economia italiana è cresciuta a un tasso medio annuo dell’1,1%, in netto miglioramento rispetto alla recessione strisciante del periodo 2008-2019. Ha contribuito tutto il territorio nazionale, con il Mezzogiorno in buon recupero. Nel 2025, però, c’è stato il ritorno a un tasso di crescita molto contenuto (0,5%), nonostante una domanda da parte delle famiglie più tonica in generale (+1%) ma meno forte nel Mezzogiorno a causa dei redditi più bassi e del calo della popolazione.

 

Quanto alle stime per il 2026, la tendenza al miglioramento dell’attività economica e dei consumi dovrebbe interessare di più le regioni del Centro-Nord, mentre per il Mezzogiorno si attendono dinamiche sostanzialmente in linea con quanto rilevato nel 2025, con la domanda delle famiglie che in molte regioni resteranno di nuovo a livelli inferiori rispetto al 2007.

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