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edilizia e real estate: le nuove frontiere del co-housing immobiliare

edilizia e real estate: le nuove frontiere del co-housing immobiliare

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Combinare real estate ed edilizia in una soluzione efficiente per impresa, venditori e compratori? Un approccio innovativo, ma vincente se coniugato al promettente mercato delle riqualificazioni di ville residenziali storiche.

 

Occuparsi contemporaneamente di trattative immobiliari, progetti di co-housing e riqualificazione edilizia specializzata consente di ottenere tempi di vendita ridotti e maggiore collaborazione da parte degli interlocutori, rivelando un mercato interessante per lo scenario post emergenza sanitaria. Questa è la strategia vincente testata dalla Teicos Costruzioni, divisione immobiliare di Teicos Group gestita dall’A.D. Lorenzo Tirelli.

 

Un Co-housing differente: la definizione collettiva dell’intervento di riqualificazione

 

Un aspetto che caratterizza il valore aggiunto rivestito da un’impresa con le caratteristiche di Teicos Group è facilmente visibile nei progetti di co-housing immobiliari in senso stretto, che si distinguono dalle più diffuse cooperative per il carattere collaborativo e la definizione collettiva di ogni fase dell’intervento edilizio oltre che nel ruolo mediatore rivestito dall’impresa.

 

La Case Study di Villa Carmen. Nel più recente caso di Villa Carmen, una residenza storica di fine ‘800 sita a Cimiano (Milano), Teicos si è resa mediatrice primaria del venditore, proponendo una divisione della proprietà funzionale alla progettazione e alla realizzazione di dieci unità immobiliari, per organizzarne e facilitarne la vendita.

 

Per anni, i proprietari precedenti avevano tentato di vendere la villa a singoli acquirenti senza successo; la soluzione di una multiproprietà in modalità co-housing si è profilata quindi come l’unica per assicurare il buon esito della trattativa.

 

Insieme con la progettista arch. Margherita Lusvardi, Teicos si è fatta portavoce nell’individuare una strategia di restauro e nella definizione di una visione collettiva partecipata dell’intervento da effettuare, identificando nei potenziali acquirenti delle unità immobiliari coloro che avessero la visione comune  orientata al recupero storico conservativo dell’immobile e del parco, senza snaturarne le origini storiche, sia della villa sia degli spazi esterni e del giardino. Questo approccio ha dato una forte identità al progetto, motivando i compratori ad essere estremamente collaborativi e propositivi, riducendo in maniera consistente i tempi di vendita degli immobili.

 

I futuri condomini hanno concordato delle modalità di intervento sull’immobile completamente condivise, progettando insieme ciò che quella casa sarebbe diventata e definendo quindi in maniera collettiva la natura estetica e funzionale degli spazi condivisi oltre che dell’immagine dell’edificio.

 

Co-housing immobiliari con queste caratteristiche sono ancora rari ma possono essere ben gestiti da PMI del settore che hanno la capacità di relazionarsi facilmente con gli utenti finali, offrendo credibilità e affidabilità a istituti di credito e venditori che cercano un solo interlocutore per compravendita e progettazione.