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Edilizia italiana: boom di occupazione, lieve frenata produttiva

Edilizia italiana: boom di occupazione, lieve frenata produttiva

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Il Rapporto Federcostruzioni 2024 fotografa un settore in crescita occupazionale, con export forte ma produzione in lieve calo dopo tre anni di espansione.

Il settore delle costruzioni in Italia continua a essere uno dei pilastri dell’economia nazionale. Nel 2024 la filiera dell’edilizia ha registrato un solido consolidamento dell’occupazione: +156mila addetti su base annua (+5%), per un totale di 3,3 milioni di lavoratori. Dopo tre anni di crescita sostenuta, che hanno permesso di superare i livelli pre-crisi del 2008, il valore della produzione mostra una lieve flessione, attestandosi a 643 miliardi di euro (-1,7% in termini reali rispetto al 2023).

 

È quanto emerge dal Rapporto Federcostruzioni 2024, presentato al SAIE Bari – La Fiera delle Costruzioni, in corso fino al 25 ottobre alla Fiera del Levante, evento di riferimento per progettazione, edilizia e impiantistica.

 

Nonostante la lieve frenata, il comparto conferma una forte vocazione internazionale. Le esportazioni raggiungono 64,6 miliardi di euro, generando un surplus commerciale di 33,4 miliardi. I settori più dinamici sui mercati esteri restano quelli dei materiali in legno e marmo, dei prodotti in ceramica e laterizi (22,7 miliardi), delle macchine per costruzioni e produzioni meccaniche (15 miliardi) e dei servizi di ingegneria e architettura (11,3 miliardi).

 

Nel 2024 cresce in modo significativo la filiera della progettazione e dei servizi innovativi, che raggiunge 154,5 miliardi di euro (+7,6% rispetto al 2023), consolidando un trend positivo ormai pluriennale. In calo, invece, altri comparti: le costruzioni edili e infrastrutturali, che rappresentano oltre la metà del sistema (51,4%) con 330,3 miliardi di euro (-5,3%), la filiera dei materiali per costruzioni, scesa a 112,7 miliardi (-2,3%), e il settore delle tecnologie, macchinari e impianti per l’edilizia, che si attesta a 45,6 miliardi (-1,6%).

 

Guardando al futuro, sarà soprattutto la realizzazione dei progetti PNRR a sostenere il comparto fino al 2026. Finora la spesa complessiva PNRR ha raggiunto 74,3 miliardi di euro, con il 52% destinato a interventi di interesse per l’edilizia, mentre la spesa per investimenti degli Enti Locali è aumentata del +16,3%. Tuttavia, secondo le stime Ance, per il 2025 si prevede una flessione del 4,6% in termini reali del valore complessivo della filiera. Le costruzioni in senso stretto potrebbero registrare un calo del 7% degli investimenti, dovuto principalmente alla riduzione degli incentivi fiscali per la manutenzione straordinaria abitativa.

 

Nel complesso, il mercato delle costruzioni italiano resta solido e strategico per la crescita del Paese, ma dovrà affrontare nei prossimi mesi una fase di transizione e riassestamento. La sfida sarà mantenere i livelli occupazionali e produttivi, puntando su innovazione, digitalizzazione e sostenibilità, in linea con le direttrici del PNRR e della transizione green.