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Elettricità come volano per decarbonizzare le città

Elettricità come volano per decarbonizzare le città

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Per affrontare l’’urgenza climatica è fondamentale una efficiente strategia nazionale di agevolazioni fiscali volte a favorire la mobilità elettrica, un mercato che vale oltre 420 miliardi di euro con oltre 820.000 occupati.

 

L’’elettricità è il volano principale per affrontare e risolvere il problema dell’’inquinamento prodotto dai mezzi di trasporto tradizionali. Il disegno di legge di Bilancio che dal 1 gennaio 2019 introdurrebbe un nuovo sistema di “bonus malus” auto”, studiato per tassare l’’acquisto dei veicoli più inquinanti, come Suv e auto extra lusso, così da introdurre un bonus per le auto a basse emissioni è un buon inizio. Si potrebbe anche fare di più, garantendo incentivi significativi e di lungo periodo per i veicoli totalmente elettrici, a zero emissioni, in grado di guidare il mercato verso la decarbonizzazione totale.

 

Sebbene nell’’ultimo decennio si sia riscontrato un miglioramento diffuso della qualità dell’’aria, le città italiane sono ancora caratterizzate da livelli di concentrazione e superamenti dei limiti fissati per l’NO 2 , il PM 10 e il PM 2,5 , con valori decisamente negativi per Milano, Torino, Venezia, Roma, Napoli e Cagliari. Tanto che l’Italia è stata sottoposta dalla Commissione Europea a una procedura di infrazione per aver mancato gli obiettivi di abbattimento dell’inquinamento da NO 2 e PM 10 che avrebbero dovuto essere raggiunti rispettivamente nel 2010 e nel 2005. Pertanto, sono ancora molti gli sforzi necessari affinché si arrivi a una riduzione ai valori imposti dalla normativa a tutela della salute.

 

Da un lato, insomma, lo scenario delle grandi città metropolitane registra nel 2017 una crescita del parco veicoli circolante, dall’altro la mobilità elettrica fatica a decollare, con gravi ricadute sulla salute dei cittadini. È quanto è emerso dallo studio MobilitAria presentato da Kyoto Club assieme a CNR, Istituto sull’’Inquinamento Atmosferico. Firenze risulta essere la prima città metropolitana per tasso di motorizzazione, con ben 720 auto ogni mille abitanti, seguita da Catania con 710 auto e Torino con 661. Il tasso di crescita della motorizzazione a Torino ad esempio è del 5,5%.

 

A destare preoccupazione sono anche i dati relativi alle classi ambientali delle autovetture circolanti in Italia: se infatti al Nord la maggioranza dei veicoli è Euro4/Euro5 (con qualche punta di Euro6), al Sud la prevalenza è addirittura di Euro3/Euro4. A Napoli rispettivamente il 15 e il 27%, con un’’importante quota di Euro 0 pari al 22%, a Bari il 19% e il 31%, a Palermo il 17 e 30%, a Cagliari il 18 e il 34%. Le aree metropolitane più virtuose sono Bologna con 8,6 autovetture ibride/elettriche ogni mille abitanti, Milano con 7 e Firenze con 5,5; fanalino di coda Napoli con 0,5.

 

Qualche risultato d’’eccellenza in effetti si è raggiunto: a Milano negli ultimi 4 anni l’’accesso dei veicoli Diesel nell’’Area C si è dimezzato e dal 2025 sarà bloccato l’’ingresso a tutti i veicoli Diesel. E molti provvedimenti sono in cantiere per i prossimi anni: Comune di Milano e Regione Lombardia hanno stanziato un investimento di 6 milioni di euro di incentivi a testa per la sostituzione dei veicoli commerciali, con bonus fino a 7.000 € per singolo acquisto di veicoli elettrici. A Torino si è chiusa la circolazione in ZTL ai Diesel fino all’Euro3, sono stati acquistati 23 autobus elettrici e altri 20 sono in arrivo. A Bologna dal 2025 nel centro storico entreranno solo i veicoli Diesel da Euro4 in su e dal 2020 solo veicoli elettrici.

 

C’è un elemento che unisce la visione e le opinioni di tutti gli operatori: per far sviluppare il comparto della mobilità elettrica è necessaria una politica di incentivi pubblici che vedano protagonisti attivi anche i soggetti privati. “Serve che l’’emendamento “bonus malus” renda coerenti e realmente efficaci tutti gli interventi – afferma Anna Donati, coordinatrice del gruppo di lavoro Mobilità sostenibile di Kyoto Club – e che si ponga l’’obiettivo di ridurre un parco veicolare vetusto e obsoleto. La sua formulazione attuale può essere rivisitata, per evitare il rischio che a beneficiare degli incentivi siano solamente le tecnologie già esistenti e assicurandosi che sia disegnato in maniera tale da essere socialmente equo.

 

Quando si parla di interventi nella lotta al cambiamento climatico è fondamentale individuare i settori chiave dove operare e partire con il piede giusto –dichiara Massimiliano Pierini, Managing Director di Reed Exhibitions Italia –. Il settore dei trasporti, driver principale delle emissioni di CO2 in Italia e in Europa, è cruciale per permettere di centrare gli impegni presi a Parigi.”

 

Questo è quanto è emerso dagli incontri di That’’s Mobility , la manifestazione promossa da Reed Exhibitions Italia dedicata alla mobilità elettrica che, alla sua prima edizione, ha visto la presenza di 36 aziende, 1.645 operatori professionali nazionali e internazionali e il coinvolgimento di enti e istituzioni interessati dall’e-mobility, dal settore energia, alla progettazione, dall’’automotive ai servizi e componentistica, dalle associazioni ambientalistiche al mondo accademico e della ricerca.

 

Alessandra Fraschini Giornalista professionista specializzata nel canale ferramenta tradizionale e analisi della filiera lunga. Collabora con testate leader e con enti fiera internazionali. È autrice del volume "I protagonisti della ferramenta italiana. Il mondo grossista negli ultimi cent’anni".