
Il progetto Ferritalia raccontato dal presidente Francesco Franzini. L’intervista in Ferrutensil Professional di settembre.
Copertura del territorio capillare attraverso agenti e magazzini, un progetto dato in esclusiva al canale tradizionale, gamme esclusive in continuo ampliamento oltre 10.000 codici già a disposizione, alta visibilità e comunicazione perchè il cliente venga in negozio ad acquistarli. Leggi qui del progetto Ferritalia raccontato dal presidente Francesco Franzini…
Ferritalia è una realtà leader nel settore del mondo della ferramenta, l’unica realtà che in maniera strutturata copre l’intero territorio italiano. “Fare grossismo oggi vuol dire essere presenti capillarmente nel territorio e grazie agli 11 associati (di cui uno in Spagna) e alle rispettive 11 logistiche, il gruppo riesce a essere molto presente nei confronti delle esigenze del negozio cliente.
Un cliente che ha la necessità di ricevere un servizio puntuale dal distributore altrimenti si rivolgerebbe direttamente al produttore. Questa è una caratteristica molto importante del progetto unitario di Ferritalia.
11 soci con 11 magazzini e 11 logistiche, oltre 300 milioni di euro di fatturato in acquisto, 28 mila cliente e a proposito di capillarità e di presenza sul territorio, Ferritalia può contare su oltre 250 agenti che coprono il territorio italiano. Ferritalia è progettualità e presenza sul territorio”.
Su quali strategie il gruppo Ferritalia sta puntando per affrontare il mercato ferramenta attuale, sempre più sfidante?
Il mercato di oggi è un mercato indubbiamente molto complicato, c’è grande instabilità legata alla situazione geopolitica internazionale che genera, a caduta, problemi energetici e di supply chain generando poca fiducia sul futuro e condizionando gli investimenti.
In questo momento delicato, Ferritalia lavora su più fronti per affrontare queste difficoltà, sempre a favore della rivendita tradizionale. Lo sottolineo sempre con forza perché rappresenta una scelta forte, identitaria e coraggiosa.
In Ferritalia cerchiamo di aiutare la rivendita tradizionale a superare questo momento puntando sulla copertura attiva del territorio unita all’allargamento di gamme attraverso i nostri brand. Ferritalia ha raggiunto un’ampiezza di gamme che non ha eguali nel nostro mercato, ma continuiamo ad allargare ulteriormente la nostra offerta per mettere in condizione il nostro cliente potenzialmente di affrontare business nuovi.
E infine cerchiamo di dare visibilità ai clienti che seguono i nostri progetti e quindi non limitarci a essere un’azienda che fornisce un buon prodotto con un buon servizio, ma lavorare in modo che chi sposa il nostro progetto, abbia una visibilità diversa sul mercato e possa godere anche di un flusso drive to store che altri non hanno.
Quali sono a vostro avviso le tematiche più urgenti da affrontare nel canale tradizionale?
La tematica sicuramente più urgente è quella, a mio avviso, del cambio generazionale e del rinnovamento della ferramenta. E’ un mondo che viene frequentato dai clienti per mille motivi, grazie alla storica presenza nel territorio, è un mercato dove uno va volentieri perché trovi sempre qualcuno che ti dà il prodotto giusto, in cui è presente l’assortimento giusto senza doversi rivolgere ad un centro commerciale dove non trovi la stessa assistenza.
Allo stesso tempo, però il negozio ferramenta deve evolvere perché il cliente si sta abituando a un’esperienza di consumo e di acquisto diversa e desidera frequentare negozi organizzati e ben esposti, non polverosi e caotici.
Questo ci riporta al ricambio generazionale, a giovani che abbiano voglia di prendere in mano l’attività dei genitori (o anche dei proprietari se sono commessi) e portino nuova energia e nuova linfa in questa direzione. In sintesi, dovremmo creare dei piccolissimi e locali centri di “grande distribuzione” però con il servizio del rivenditore tradizionale.








