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Filiera Legno Arredo: Franco Bulian è il nuovo direttore di Catas

Filiera Legno Arredo: Franco Bulian è il nuovo direttore di Catas

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Franco Bulian è il nuovo direttore di Catas, il più importante laboratorio europeo di prove per la filiera legno arredo che ogni anno realizza oltre 50mila test.

 

Franco Bulian – classe 1960, udinese, sposato con due figli – è il nuovo direttore di Catas, il più importante laboratorio europeo di prove per la filiera legno arredo che ogni anno realizza oltre 50mila test nelle sedi di San Giovanni al Natisone (Udine) e Lissone (Monza Brianza).

 

“Sono orgoglioso di completare il mio percorso in Catas con questa nuova e prestigiosa sfida”, ha commentato. “Ringrazio il consiglio di amministrazione e la presidente Lucia Cristina Piu per la fiducia e sono certo che assieme a tutti i validissimi collaboratori di Catas, al loro entusiasmo, alla loro passione e alle loro capacità potremo raggiungere nuovi e ambiziosi obbiettivi con la rinnovata finalità di contribuire a migliorare la sicurezza e le prestazioni dei prodotti di questo importante settore industriale”.

 

Bulian è entrato del reparto di analisi chimiche di Catas nel 1987, arrivando ad assumerne la vice direzione, oltre al ruolo di direttore marketing. Professore a contratto nel corso “Materials and Technologies of the Furniture Industry” dell’Università di Trieste e autore di numerosi libri e pubblicazioni tecniche, la sua lunga militanza in Catas lo ha portato a conoscerne in prima persona ogni attività, oltre a partecipare attivamente alla sua crescita.

 

Bulian prende dunque il posto di Andrea Giavon, che lascia l’istituto per godersi una nuova stagione della sua vita. Giavon ha ricevuto i ringraziamenti del consiglio di amministrazione e di tutti i dipendenti e collaboratori dell’istituto per l’enorme contributo dato alla crescita di Catas, dove era entrato giovanissimo, nel 1984. Per salutare Giavon i dipendenti e i collaboratori di Catas hanno raccolto una somma che, come desiderio dello stesso “past-director”, è stata devoluta all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine per l’emergenza “Covid-19”.