
Findomestic, ancora in crescita le intenzioni d’acquisto nell’immediato
Debole invece la propensione a medio termine. Fotovoltaico in primo piano: un italiano su dieci valuta l’investimento.
Le rilevazioni di luglio di Findomestic confermano un quadro simile a quello emerso nel mese precedente: aumentano le intenzioni d’acquisto nell’immediato, mentre continuano a diminuire quelle riferite ai successivi tre mesi. La concomitanza con i saldi estivi sembra favorire una maggiore disponibilità alla spesa, sebbene prevalentemente tattica e concentrata nel breve periodo. La quota di famiglie che considera questo un «buon momento per comprare» sale dal 28% di giugno al 30% di luglio, raggiungendo il valore più elevato dall’inizio dell’anno. Al contrario, le intenzioni d’acquisto a tre mesi arretrano per il secondo mese consecutivo.
La distanza tra i due indicatori suggerisce che gli stimoli promozionali riescano ad anticipare o sbloccare gli acquisti meno impegnativi, senza però modificare in misura significativa l’orientamento delle famiglie rispetto alle spese di maggiore entità. Nel portafoglio dei desideri degli italiani permangono comunque alcuni segnali moderatamente positivi, sostenuti da fattori specifici: la volatilità dei prezzi dei carburanti alimenta l’interesse per le auto, nuove e usate, mentre le temperature elevate accrescono l’attenzione verso alcune soluzioni per l’efficienza energetica domestica, come impianti fotovoltaici, pompe di calore e caldaie a condensazione.
Le tensioni in Medio Oriente sono tornate a farsi sentire ma, il loro momentaneo allentamento registrato durante le rilevazioni di luglio, sembra aver contribuito a ridimensionare alcune delle principali preoccupazioni degli italiani. Sebbene i singoli fattori di rischio mostrino una flessione pressoché generalizzata, il loro insieme continua, tuttavia, a delineare un contesto di incertezza, che limita la fiducia e rende più prudenti le decisioni di consumo.
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Casa. Progetti rinviati: rallentano mobili e ristrutturazioni
Dopo un avvio d’anno positivo, i dati consuntivi evidenziano un progressivo ridimensionamento dei consumi legati alla casa. Un andamento anticipato ormai da alcuni mesi dalle intenzioni d’acquisto, che segnalano una minore disponibilità delle famiglie a sostenere spese rilevanti o differibili. La quota di intervistati interessati all’acquisto di mobili registra una flessione marginale, ma scende al 23,5%, il valore più basso dell’ultimo anno. Ancora più evidente è la debolezza delle ristrutturazioni: il forte aumento dei costi accumulato negli ultimi anni sembra aver indotto un numero crescente di famiglie a ridimensionare o rinviare gli interventi, che interessano ormai poco più di un italiano su dieci. La contrazione delle intenzioni appare quindi coerente con il rallentamento delle vendite effettive e conferma come, in un contesto di potere d’acquisto sotto pressione, le famiglie tendano a posticipare soprattutto i progetti domestici più onerosi.
Efficienza Energetica. Fotovoltaico in primo piano: un italiano su dieci valuta l’investimento
Le elevate temperature e la maggiore incidenza dei costi legati alla climatizzazione domestica continuano a orientare l’attenzione delle famiglie verso le soluzioni di efficienza energetica. Dopo la precedente accelerazione delle intenzioni relative ai nuovi infissi, l’interesse si sposta soprattutto sugli impianti fotovoltaici, che raggiungono il 10,4% (il valore più elevato da settembre) e sulle caldaie a condensazione, indicate dal 10% degli intervistati. Più contenuta, ma comunque presente, la propensione verso le pompe di calore. L’andamento suggerisce un progressivo cambiamento nelle priorità delle famiglie: l’efficientamento dell’abitazione non risponde più soltanto a esigenze di sostenibilità, ma assume una crescente valenza economica, legata alla necessità di contenere i consumi e rendere più prevedibili le spese energetiche. Il cambiamento climatico, l’aumento del fabbisogno di raffrescamento e la volatilità delle quotazioni dell’energia, alimentata anche dalle tensioni geopolitiche internazionali, contribuiscono così a rafforzare l’interesse verso investimenti capaci di ridurre strutturalmente i costi di gestione della casa.











