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I numeri chiave sulla filiera auto in Italia nel 2026

I numeri chiave sulla filiera auto in Italia nel 2026

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70mila imprese artigiane, tre su quattro nell’autoriparazione.

La filiera dell’auto attraversa una profonda trasformazione, segnata dal cambiamento della domanda, connesso in particolare con la transizione verso la mobilità elettrica, dall’invecchiamento del parco circolante e dalle difficoltà della produzione.

 

A queste tendenze è dedicata l’Elaborazione Flash “Alcuni numeri chiave sulla filiera auto in Italia nel 2026’, realizzata dall’Ufficio Studi Confartigianato in collaborazione con gli Osservatori MPI di Confartigianato Emilia-Romagna e Confartigianato Lombardia in occasione del 44° Premio Confartigianato Motori – Gran Premio d’Italia di Formula 1 a Monza tenutosi lo scorso 4 settembre all’Autodromo Nazionale di Monza.

 

Il campione del mondo in carica Lando Norris è il Pilota dell’anno di Confartigianato Motori. Il britannico della scuderia McLaren ha ricevuto, all’Autodromo Nazionale di Monza, il principale riconoscimento della 44ª edizione dello storico Premio di Confartigianato Imprese che, nei giorni del Gran Premio d’Italia riunisce i protagonisti della Formula 1 e le eccellenze dell’artigianato. Leggi qui gli altri premiati

 

Il report propone una lettura articolata dell’intera filiera, analizzando imprese e occupazione, peso delle micro e piccole imprese e dell’artigianato, dinamiche territoriali, l’evoluzione del mercato dell’auto e della transizione green. Vengono inoltre analizzati alcuni caratteri del parco auto circolante quali alimentazione, classe ambientale e anzianità nonché la diffusione delle auto ibride ed elettriche ed in particolare delle auto elettriche (BEV) vengono esaminate la dinamica delle immatricolazioni e la distanza del loro numero rispetto a quello fissato dagli obiettivi ambientali per il 2030.

 

Al secondo trimestre 2026 la filiera auto conta 173.600 impreseregistrate, di cui il 97,9% delle quali nei servizi e nel commercio ed il restante 2,1% nella produzione. Il cuore della filiera è la riparazione e manutenzione di autoveicoli e motocicli, che concentra il 53,0% delle imprese.

 

Un ruolo importante è quello del segmento artigiano: sono 70.493 le imprese artigiane, pari al 40,6% della filiera. Di queste, ben il 97,5% si concentrano nella manutenzione e riparazione che conta 68.744 imprese artigiane, pari al 74,7% delle imprese del comparto, un’incidenza tre volte e mezzo quella rilevata per l’artigianato sul totale dell’economia. In chiave regionale la quota più alta di imprese artigiane nella manutenzione e riparazione si registra in Trentino-Alto Adige (86,0%), seguito da Friuli-Venezia Giulia (85,1%), Marche (83,9%), Valle d’Aosta (83,7%), Veneto (82,9%) e Calabria (80,1%). Superano la media nazionale anche Emilia-Romagna (79,6%), Basilicata (79,5%), Puglia (78,6%), Sicilia (78,3%), Piemonte (76,4%), Sardegna (76,1%), Lombardia (76,0%) e Molise (75,0%).

 

L’analisi dei dati sull’occupazione evidenzia il contributo decisivo delle imprese di minor dimensione. La filiera conta 564mila addetti, dei quali il 69,5%, pari a 392mila, lavora in micro e piccole imprese con meno di 50 addetti, quota che tocca il massimo di 90,7% nei servizi e nel commercio. L’autoriparazione, in particolare, conta 226mila addettiche rappresentano il 40,1% della filiera e che per il 96,5% si concentrano in MPI.

 

Anche in questo caso è importante l’apporto dell’artigianato che conta 179.552 addetti, il 31,5% dell’occupazione della filiera auto, concentrati per il 97,4% nei servizi e nel commercio ed in particolare nella manutenzione e riparazione. Questo comparto rappresenta il motore della dinamica occupazionale di lungo periodo in termini assoluti: tra il 2013 e il 2024 gli addetti sono aumentati, infatti, di 27mila unità, pari al +13,7%, contribuendo per oltre due terzi (67,3%) alla crescita complessiva di 40mila unità registrata dagli addetti della filiera (+7,6%).