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Il rincaro delle materie prime e dei semilavorati

Il rincaro delle materie prime e dei semilavorati

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Alluminio ed acciaio tra le filiere sotto pressione a causa delle tensioni nel Golfo Persico.

Le attuali condizioni di crisi nel Golfo Persico stanno alimentando importanti aumenti dei costi nelle materie prime e semilavorati generate sia da aumenti nei trasporti, sia per carenze di materiali aggravate da una politica di efficientamento energetico europea che ha dislocato fuori dall’Europa intere filiere produttive.

 

In particolare si segnalano delle modifiche su alcune specifiche filiere strategiche per il comparto ferramenta:

 

Alluminio. Negli ultimi anni la capacità produttiva primaria di alluminio in Europa si è progressivamente ridotta di circa un terzo. La disponibilità dei Paesi del Golfo Persico, ora interrotta, rappresentava circa il 15–20% del commercio internazionale di alluminio. A questo si aggiunge la Russia che, negli ultimi anni, ha fatto mancare il suo contributo, una quota di 12-15% del totale mondiale. La Cina, pur rappresentando circa il 47% della produzione mondiale, destina quasi interamente il proprio metallo al mercato interno. E infine, i produttori indiani, a causa del razionamento delle forniture di gas hanno bloccato la produzione. La produzione europea risente del duplice effetto delle carenze di billette e dell’aumento del gas.

 

Acciaio. L’Europa ha concretizzato delle barriere a difesa della propria industria “verde” dell’acciaio con piena introduzione del CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism). Questo si traduce in tasse all’importazione legate alla produzione di CO2 e contingentamenti delle quantità importate, oltre le quali ci sono imposte del 50%. Tutte misure rivolte a compensare i costi legati ai meccanismi di tassazione sugli ETS (Emission Trading System o sistema di scambio quote di emissione CO2) per i pochi produttori europei rimasti. Purtroppo, rischiano di mettere fuori mercato le aziende metalmeccaniche europee, che si approvvigionano con acciaio ad alto costo e devono competere con prodotti importati lavorati a partire da acciaio molto più conveniente.

 

Lana di roccia. La lana di roccia è prodotta con roccia basaltica fusa a circa 1500° e poi filata per produrre le fibre, poi lavorate e legate con resine e trattamenti meccanici. L’energia è la principale voce di costo e la combustione del gas comporta emissione CO2 che viene tassata pesantemente con gli ETS.

 

Un allarme che riguarda quindi importanti filiere strategiche per il comparto con concrete possibilità di scarsità di materie prime e di rincari importanti nei prossimi mesi.