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Industria meccanica, Anima Confindustria avvia un confronto al Mimit

Industria meccanica, Anima Confindustria avvia un confronto al Mimit

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Al centro delle discussioni le strategie per la crescita delle imprese, lo sviluppo delle competenze e il costo dell’energia.

Si è svolto lo scorso 23 giugno presso Palazzo Piacentini il primo incontro dedicato all’industria meccanica strumentale promosso dal ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), un momento di confronto che Anima Confindustria aveva auspicato nei mesi scorsi e che il ministro Adolfo Urso ha recentemente accolto, dimostrando una particolare attenzione verso un comparto strategico per l’economia nazionale.

 

All’incontro ha preso parte una delegazione di Anima Confindustria, guidata dal vicepresidente Marco Golinelli, e i rappresentanti delle principali realtà della filiera. Il confronto con il ministro ha messo al centro i principali temi per lo sviluppo dell’industria manifatturiera italiana e, in particolare, della meccanica varia e affine rappresentata da Anima. Un comparto che impiega 224.000 lavoratori e genera circa 60 miliardi di euro di fatturato, con una quota destinata ai mercati esteri pari a circa il 60% della produzione complessiva.

 

L’iniziativa testimonia la crescente sensibilità delle istituzioni verso le esigenze della meccanica, un comparto che negli ultimi anni ha evidenziato con sempre maggiore forza la necessità di un confronto strutturato sulle prospettive di sviluppo dell’industria manifatturiera italiana ed europea.

 

Durante l’incontro, il ministro Urso ha presentato i cinque punti fondamentali per sostenere e rinforzare la meccanica italiana.

 

In primo luogo, è necessaria una crescita dimensionale delle imprese, accompagnata da una migliore patrimonializzazione e da un accesso facilitato al credito, mediante strumenti finanziari adeguati e una collaborazione più efficace tra enti come Cdp, Sace-Simest, Invitalia e il sistema bancario.

 

Seconda priorità è il capitale umano: si devono colmare le carenze di competenze tecniche e digitali rafforzando gli Its Academy, incentivando i percorsi Stem e favorendo un dialogo stabile tra scuola, università e industria.

 

Terzo punto, per affrontare un contesto globale complesso, serve una strategia integrata che promuova l’export e l’internazionalizzazione, valorizzando il Made in Italy e il Made in Europe nel settore meccanico.

 

A questo si lega la pressione crescente della Cina che sta impattando l’economia italiana e mondiale, sviluppata nel quarto punto.

 

Infine, l’incontro odierno ha evidenziato la necessità di velocizzare l’adozione dell’intelligenza artificiale nelle aziende, aumentando inoltre gli investimenti in cybersecurity e nell’avanzamento tecnologico delle imprese italiane.

 

«Esprimiamo soddisfazione per questo primo incontro istituzionale dedicato all’industria meccanica, nato da un’iniziativa di Anima, che costituisce un importante riconoscimento del valore economico, industriale e tecnologico delle imprese che rappresentiamo», ha dichiarato il presidente di Anima Confindustria, Pietro Almici.

 

«Accogliamo positivamente l’apertura di un confronto diretto con il Ministero su temi che incidono concretamente sulla capacità competitiva delle nostre aziende. Consideriamo questo appuntamento un primo passo importante verso la definizione di una politica industriale più organica e coordinata, capace di guidare la crescita delle imprese, supportare l’innovazione, favorire la formazione delle competenze necessarie e affrontare in modo strutturale questioni cruciali come il costo dell’energia. Ringrazio il ministro Adolfo Urso per l’attenzione rivolta a tutta la meccanica italiana, un comparto strategico per l’economia nazionale, che globalmente conta circa 115 mila unità locali e oltre 1 milione e 300 mila addetti, con un export generato pari a 180 miliardi di euro nel 2023.

 

Auspichiamo quindi che dal confronto di oggi, allargato a tutte le associazioni datoriali della filiera, nasca un percorso strutturato, con gruppi di lavoro tematici, tempi certi e un documento finale di indirizzo industriale capace di produrre misure concrete. Il nostro obiettivo comune deve essere chiaro: rafforzare la meccanica italiana come asset strategico nazionale, aumentare la competitività delle imprese e garantire che le transizioni in corso siano un’opportunità di crescita industriale, non un fattore di indebolimento produttivo».