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Innovation Agri Tour 2021: in agricoltura cresce l’automazione

Innovation Agri Tour 2021: in agricoltura cresce l’automazione

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L’interrogativo più frequente è sempre lo stesso: l’agricoltura riuscirà a fornire cibo per tutti nei prossimi decenni (oltre 9 miliardi di persone nel 2050) contando sui modelli fin qui perseguiti?

 

Sostenibilità, biodiversità, cambiamenti climatici, desertificazione, resilienza, tracciabilità…. Sono solo alcuni dei termini che quotidianamente ricorrono sui mass media quando si parla di ambiente e filiere agro- alimentari.

 

Secondo molti studi la produzione alimentare dovrà aumentare del 60 per cento al fine di rispondere alla moltiplicazione della popolazione. Ciò significa che il comparto agricolo sarà chiamato a garantire maggiori rese con minori risorse e riserve a disposizione.

 

Assodato dunque che per produrre bisognerà impiegare sempre meno suolo, meno presidi chimici e minori emissioni di CO2 nell’atmosfera ecco che coltivare i campi diventerà sempre più un’occupazione hi-tech. Da un lato si sfrutteranno genetica e biodiversità per e selezionare e produrre nuove cultivar che siano efficienti nell’assorbimento e uso dell’acqua e dei nutrienti minerali, capaci di difendersi dagli attacchi dei parassiti e di possedere resilienza a repentini cambiamenti del clima. Dall’altro l’interazione uomo-macchina per il lavoro nei campi sarà ancora più sbilanciata verso la componente meccanica e soprattutto verso nuovi modelli di automazione e intelligenza artificiale.

 

Ogni giorno, attraverso l’uso di sensori, le aziende agricole sono in grado di produrre migliaia di dati su temperatura, suolo, utilizzo dell’acqua, condizioni meteorologiche, ecc. Con l’aiuto dell’AI e dei modelli di apprendimento automatico, questi dati possono essere sfruttati in tempo reale per ottenere informazioni
utili come la scelta del giusto tempo di semina, della tipologia di colture, o dell’uso di semi ibridi per generare raccolti che si adattino maggiormente alle condizioni climatiche o morfologiche in cui ci trova ad operare.

 

Agribot, trattori senza conducente, droni e tanti altri tipi di automazioni agricole sviluppati da multinazionali o start-up compongono un settore la cui crescita annua prevista è di circa il 23 per cento (oltre 20 miliardi di dollari entro il 2025 secondo i dati di MarketsandMarkets riportati dall’Economist). Nel mondo, l’agricoltura è la seconda industria per dimensione dopo la difesa, e secondo la Federazione Internazionale di Robotica, sino ad oggi, sono stati venduti fino a 25.000 robot agricoli, corrispondenti al numero utilizzato a scopi militari. L’uso crescente di intelligenza artificiale e nuove tecnologie nel mondo dell’agricoltura, come in altri settori, provoca dubbi crescenti sui rischi che ciò potrebbe comportare sui tassi di occupazione. Secondo molti analisti negli anni a venire, a causa dell’invecchiamento della popolazione, è molto più probabile una carenza piuttosto che un surplus di lavoro umano nei campi.

 

Da uno studio del World Economic Forum si evince inoltre che queste innovazioni produrranno in generale nei diversi settori economici, agricoltura compresa, la creazione di 133 milioni di nuove posizioni lavorative, a fronte dell’automazione di 75 milioni di mansioni. Un saldo di 58 milioni di nuovi posti, più specializzati, che sarà possibile a fronte di un investimento degli Stati nella formazione dei lavoratori. In particolare, rispetto all’agricoltura, secondo gli esperti, più che ridurre posti di lavoro, l’intelligenza artificiale risolve in larga misura la scarsità di risorse e manodopera che spesso caratterizza il settore.

 

Se ne parlerà il 4 Marzo, dalle 15,00 in un webinar. Nel corso della giornata verrà affrontato  il tema dell’automazione in agricoltura da tre prospettive diverse: le macchine, elementi chiave più vicine al terreno, i sistemi di irrigazione e i droni. Non mancheranno spunti sull’evoluzione normativa e su quella più vicina alla ricerca.