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LA MOBILITA’ ELETTRICA IN ITALIA? DUBBI, CERTEZZE E ASPETTATIVE

LA MOBILITA’ ELETTRICA IN ITALIA? DUBBI, CERTEZZE E ASPETTATIVE

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Gli italiani e la mobilità elettrica? Le colonnine di ricarica sono ancora l’aspetto più problematico 

Questo è solo uno dei risultati emersi dall’’inchiesta di THAT’S MOBILITY (evento tenutosi il 25 e 26 settembre a Milano dedicato alla filiera industriale della mobilità elettrica, alle nuove tecnologie e ai nuovi modelli di business) in collaborazione con Nuova Energia per capire come e quanto gli italiani conoscano la mobilità elettrica e in particolare le colonnine di carica: dubbi, certezze e aspettative, un confronto fra generazioni? Con risultati che confermano come il cambiamento culturale è ancora in piena evoluzione. 

Un sondaggio, che ha coinvolto oltre 1.000 soggetti sopra i 18 anni per capire quali sono le conoscenze degli italiani su un tema di cui tutti parlano, ma che forse richiede ancora una forte attività di informazione per arrivare ad un cambiamento di paradigma verso nuovi stili di vita. 

Dal sondaggio risulta che gli italiani subiscono il fascino della mobilità elettrica, ma considerano ancora le colonnine di ricarica con una certa diffidenza. Per il 61% la “difficoltà di fare rifornimento” è il principale limite dell’auto elettrica. Gli uomini (63%) sono più preoccupati delle donne (57%) e i giovani (67%) più degli over 55 (46%). Quasi sei italiani su dieci temono di “rimanere senza un punto di ricarica”, mentre il 26% vorrebbe “l’equivalente di un benzinaio o una alternativa al self service”. 

Ecco dunque la carta d’identità delle colonnine ideali: interoperabili al 100%, presenti nei supermercati e nelle stazioni di servizio, presidiate, capaci di accettare pagamenti in contanti, in grado di evidenziare chiaramente il costo del kWh erogato (come fosse benzina o gasolio al litro) per poter fare confronti di prezzo. E magari, dotate anche di un servizio wi-fi e di un’area di sosta attrezzata e confortevole…per ingannare l’attesa della ricarica. 

Lo spunto principale che emerge dall’indagine è il fatto che manca il famoso “cambio di paradigma”. L’auto tradizionale viene ancora presa come termine di paragone o elemento di confronto (come se si trattasse di una transizione dalla benzina rossa a quella verde). Non c’è quel salto di mentalità per cui il “pieno” si fa quando l’auto sta ferma e non quando la macchina è in movimento e va in riserva. 

L’analisi delle risposte fa emergere un altro aspetto per molti versi sorprendente. E se i nonni fossero più smart dei nipoti? La percentuale di giovani disposti a rinunciare all’auto di proprietà è inferiore al 6%. Nella scelta del tipo di alimentazione solo il 13% degli under 34 punta sull’elettrico. Mentre tra gli studenti si riscontra la percentuale più elevata di chi vorrebbe pagare la ricarica in contanti (18% rispetto all’8 % della media nazionale). 

In generale emerge la mancanza di informazione (ad esempio: 8 italiani su 10 non hanno idea di quanto possa costare il tragitto Roma-Milano o lo quotano al di sotto dei 15 euro; e proprio i giovani sono la categoria più disinformata), una buona dose di confusione, nonostante la diffusa convinzione di conoscere il tema per “sentito dire”. Ancora non si è compreso che in gioco non c’è un semplice cambiamento tecnologico, ma culturale. 

Commenta Massimo Garanzini esperto di comunicazione e responsabile Energia di Omnicom Group: “Per affrontare il cambiamento gli italiani stanno indicando una strada conservativa: non basta la consapevolezza dei benefici etici della scelta verde, serve un’accessibilità immediata alle soluzioni. Costi e fruizione smart sono al centro delle richieste del consumatore anche in altri settori di mercato”. 

Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, offre questa chiave interpretativa: “L’auto elettrica rimane un mito, una tensione emotiva a cui tutti vogliamo tendere in un futuro semplicemente più pulito. Tuttavia, l’indagine conferma che siamo ancora lontani dalla realtà e che la percezione degli utenti, invece, si avvicina di più a un sogno. Ricordiamoci che l’auto elettrica è partita prima di quella a benzina o diesel. E queste rimangono ancora troppo convenienti sotto molti punti di vista”. 

Massimiliano Dona, Presidente Unione Nazionale Consumatori “La mobilità elettrica, e più in generale la mobilità sostenibile, è una sfida epocale per il nostro Paese che non possiamo permetterci di perdere. Dai risultati del sondaggio, al quale noi dell’Unione Nazionale Consumatori abbiamo dato visibilità, emerge un quadro a tinte alterne in cui tanto ancora bisogna fare per accrescere la consapevolezza dei consumatori. Questo dimostra che è fondamentale attivare delle campagne ad hoc rivolte ai consumatori con il coinvolgimento di tutti gli stakeholder, sia privati che pubblici, per centrare questo fondamentale obiettivo e riuscire a cogliere tutte le opportunità ambientali ed economiche che si presenteranno”. 

E una conferma, in questo senso, arriva da Davide Canevari – direttore responsabile di Nuova Energia: “Abbiamo voluto provare a fare quest’indagine per capire quali sono le conoscenze reali sulla mobilità elettrica da parte del pubblico, un tema di grande attualità ma probabilmente sul quale dobbiamo ancora comunicare molto…soprattutto sulle nuove generazioni che sono il futuro di questo paese, il nostro”. 

E in questi nuovi modelli di business, quante opportunità ci saranno per il comparto degli utensili,  per le batterie, per la distribuzione e le rivendite professionali?

Alessandra Fraschini Giornalista professionista specializzata nel canale ferramenta tradizionale e analisi della filiera lunga. Collabora con testate leader e con enti fiera internazionali. È autrice del volume "I protagonisti della ferramenta italiana. Il mondo grossista negli ultimi cent’anni".