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L’acciaio del Centro-Sud Italia: una filiera che vale oltre 2 miliardi

L’acciaio del Centro-Sud Italia: una filiera che vale oltre 2 miliardi

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Questi i risultati emersi dall’analisi “Nuovi scenari per l’acciaio del Centro-Sud” a cura di siderweb, e in collaborazione con Sideralba sulla situazione delle 171 imprese siderurgiche del Centro-Sud.

 

Si è tenuto a fine Novembre alla Nuova Fiera del Levante, il convegno “Nuovi scenari per l’acciaio del Centro-Sud”, organizzato da siderweb, in collaborazione con Sideralba. L’evento rappresenta la terza tappa di Bilanci d’Acciaio, l’analisi in chiave strategica e prospettica di oltre 5mila bilanci della filiera siderurgica, realizzata ogni anno da siderweb. Come ormai da tradizione, dopo la presentazione nazionale, che si è tenuta a Brescia lo scorso 31 ottobre, la ricerca viene declinata in chiave territoriale, con un primo focus dedicato al settore delle trafilerie (Lecco, 20 novembre), l’approfondimento sullo stato di salute delle aziende del Centro-Sud e un ultimo appuntamento rivolto alla filiera del Nord-Est (Venezia Marghera, 4 dicembre).

 

«La tappa al Sud di Bilanci d’Acciaio, nata grazie all’importante collaborazione con Sideralba – ha dichiarato Emanuele Morandi, presidente di siderweb – si sposta quest’anno per la prima volta a Bari, negli spazi di MECSPE, la fiera delle tecnologie per l’innovazione organizzata da Senaf. La scelta di collocare il convegno all’interno di una manifestazione che promuove le nuove tecnologie, la digitalizzazione, il 4.0, non è un caso», continua Morandi. «Vogliamo infatti che l’appuntamento di Bilanci d’Acciaio al Sud diventi non solo un momento di riflessione per gli operatori del settore, ma soprattutto uno strumento di confronto sulle prossime sfide e le opportunità per il mercato italiano alla luce degli sviluppi del caso-Ilva, ma anche dei cambiamenti e delle innovazioni in atto, che non possiamo non far nostri anche in siderurgia».

 

«La collaborazione con siderweb e Bilanci d’Acciaio per noi è fondamentale», ha sottolineato Luigi Rapullino, amministratore delegato Sideralba e Gruppo Rapullino. «La nostra volontà è di contribuire ad un evento che accende un faro sulla filiera del Centro-Sud. L’intento è proprio quello di sottolineare come anche le nostre imprese sono in grado di offrire innovazione ed eccellenze».

 

LA SITUAZIONE CONGIUNTURALE – Dopo i saluti introduttivi di Emanuele Morandi (presidente siderweb), Cesare De Palma (presidente di Confindustria Meccanica Bari BAT) e di Massimiliano Simonelli (direttore territoriale Puglia Centro UBI Banca), la parola è passata agli analisti. Pio De Gregorio, responsabile Industry Trend e Benchmarking Analysis di UBI Banca, ha illustrato la situazione congiunturale, sottolineando che «il quadro economico mondiale mostra una decelerazione della crescita che è attesa proseguire nel corso dei prossimi mesi». La frenata del commercio internazionale e la guerra doganale, soprattutto fra Stati Uniti e Cina, sono tra le cause principali del rallentamento degli investimenti anche dell’area euro. «Qualora i negoziati in corso tra le due potenze avessero esito positivo ci sarebbe una rapida ripresa di fiducia – ha proseguito De Gregorio – che consentirebbe alle politiche monetarie in atto, di segno fortemente espansivo, di esercitare il loro effetto di stimolo sulla crescita mondiale, che quindi risulterebbe più forte di quella attualmente prevista. Al contrario, un inasprimento delle contese commerciali potrebbe avere il risultato di spingere in recessione tutte le principali economie avanzate».

 

I RISULTATI ECONOMICI DELLA FILIERA – La parola è passata poi a Claudio Teodori, Docente dell’Università degli Studi di Brescia, per una panoramica sull’analisi evolutiva della situazione economico-finanziaria della filiera siderurgica, con particolare focus sull’andamento delle imprese del Centro-Sud Italia. Sul totale delle aziende analizzate all’interno della ricerca Bilanci d’Acciaio, sono 171 quelle appartenenti al Centro-Sud, ovvero il 10% del totale italiano, per un fatturato pari a 2.254 milioni generato nel 2018 (4% del totale). Ebitda a quota 123 milioni di euro. L’87% delle imprese, nel 2018, ha registrato utili, contro il 91% del 2016.

 

A differenza di una situazione nazionale di sostanziale stabilità, con fatturato e redditività in miglioramento, i dati relativi alle aziende centro-meridionali mostrano, per il periodo 2016-2018 «alcuni segnali di peggioramento, soprattutto nell’ambito della redditività. Di questo rallentamento – ha sottolineato Teodori – hanno maggiormente sofferto la produzione e la distribuzione, anche se in tutti i comparti, ad eccezione del commercio di rottame e ferroleghe».