
Il convegno Sercomated 2025 mette la distribuzione edile davanti alla sfida dell’intelligenza artificiale: digitalizzazione dei dati, piattaforme condivise e formazione sono le chiavi del futuro.
Sercomated, l’associazione che riunisce produttori e rivenditori di materiali edili di Federcomated–Confcommercio, ha scelto l’intelligenza artificiale come tema cardine del suo undicesimo convegno nazionale, significativamente intitolato “FaccIAmo presto”. L’invito è chiaro: cogliere senza esitazioni le opportunità offerte dalle nuove tecnologie per trasformare l’intera filiera delle costruzioni, partendo proprio dalla rivendita edile.
«L’IA ha senso solo se supportata da una digitalizzazione diffusa – ha ricordato il presidente Luca Berardo – e in edilizia la strada è ancora lunga». Il settore, infatti, rimane tra i più arretrati in termini di innovazione digitale, ma anche quello con i maggiori margini di crescita.
La sfida principale, come ha spiegato Stefania Baruffato, direttore generale del gruppo Epiù, è creare una piattaforma comune di dati standardizzati, vero fondamento per applicare efficacemente l’intelligenza artificiale nelle rivendite. «Oggi manca la condivisione dei dati e la conoscenza su come utilizzare questi strumenti. L’IA non serve se non c’è un’intelligenza umana che sappia porre le domande giuste».
Dalla gestione del magazzino alla consulenza tecnica, l’IA può diventare un alleato operativo per i punti vendita: analizzare rapidamente prodotti, comparare alternative, suggerire soluzioni costruttive in tempo reale, liberando risorse per la relazione con il cliente. Un’evoluzione che, per concretizzarsi, richiede formazione e cultura digitale lungo tutta la filiera.
Ferdinando Napoli, CEO di Edilportale, ha evidenziato come l’adozione di standard comuni di classificazione (come ETIM) sia cruciale per rendere l’AI realmente operativa. «Solo su dati strutturati e interoperabili la tecnologia può fornire risultati affidabili. Il nuovo Passaporto Digitale dei Prodotti obbligherà tutti, dal 2027, a una digitalizzazione completa dei materiali da costruzione, accelerando questa trasformazione».
Nel dibattito è emersa anche la prospettiva della rivendita sostenibile, con il progetto del Consorzio REC (Recupero Edilizia Circolare) che, grazie a piattaforme digitali e AI, trasforma i punti vendita in centri di pre-raccolta dei rifiuti edili, tracciando materiali e impatti ambientali. Un esempio di come l’innovazione digitale possa coniugarsi con la responsabilità ambientale e creare nuovi modelli di business per i distributori.
Il convegno ha mostrato che l’IA non è più un concetto futuribile, ma una leva concreta di competitività per l’edilizia. Per i rivenditori, diventa il punto di partenza per un salto di qualità: passare da semplici fornitori di materiali a hub digitali di conoscenza e servizio, capaci di integrare dati, prodotti e consulenza in un sistema intelligente e condiviso.
In un settore ancora frammentato, la sfida è culturale prima che tecnologica. Ma chi saprà muoversi per tempo — standardizzando i dati e formandosi — avrà nelle mani la chiave della nuova edilizia 4.0.









