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L’intelligenza artificiale nel retail, opportunità da 300 mld dollari

L’intelligenza artificiale nel retail, opportunità da 300 mld dollari

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Il nuovo studio del Capgemini Research Institute sul retail nel mondo mostra il valore che l’intelligenza artificiale può generare per i retailer.

 

Secondo Capgemini,  i retailer che riescono a portare su ampia scala ed sviluppare efficacemente le implementazioni di utilizzo di IA potranno cogliere un’opportunità dal valore superiore ai 300 miliardi di dollari. Tuttavia il processo non è semplice, infatti il report evidenzia che solamente l’1% degli use case dei retailer ha raggiunto oggi questo livello di implementazione.

 

Lo studio – “Retail superstars: How unleashing AI across functions offers a multi-billion dollar opportunity” – ha coinvolto 400 retailer a livello mondiale che stanno implementando use case in ambito IA con diversi stadi di maturità (il 23% del mercato retail globale in termini di ricavi). Lo studio confronta un’ampia analisi dei dati pubblici appartenenti ai 250 maggiori retailer del mondo, in termini di fatturato.

 

Confrontando questi dati con quelli del 2017, si dimostra quanto l’intelligenza artificiale abbia un impatto concreto in termini di rendimenti, ma anche quanto valore questa tecnologia può offrire ai retailer che iniziano a dare priorità a implementazioni meno complesse e diversificate.

 

Più di un quarto (28%) dei retailer utilizza oggi l’IA: lo studio ha rilevato un incremento significativo di implementazioni in ambito IA rispetto al 2017 (17%) e un aumento di 7 volte rispetto al 2016 (4%).

 

L’IA alimenta la creazione di alcuni posti di lavoro, con perdite finora trascurabili: Il 71% dei retailer afferma che, attualmente, l’utilizzo dell’AI porta alla creazione di nuovi posti di lavoro, con oltre i due terzi (68%) delle nuove posizioni lavorative che hanno un livello piuttosto elevato (di coordinamento o superiore).

 

Attualmente i retailer concordano sull’impatto potenziale che l’IA ha sia sulle relazioni con i clienti sia sulle vendite: nonostante il calo delle aspettative rispetto al 2017, tuttavia lo studio rileva che il 98% degli intervistati che utilizza l’IA all’interno delle funzioni rivolte ai clienti si aspetta di assistere a un calo dei reclami fino al 15%, mentre il 99% si aspetta che l’IA porti a un aumento delle vendite fino al 15%.  In entrambi i tipi di business case, nessun intervistato ha affermato di non riuscire a quantificare i benefici apportati dall’IA.

 

Per calcolare le chiare opportunità di crescita futura, come ad esempio i benefici attesi e la fattibilità dell’implementazione, il Capgemini Research Institute ha analizzato 43 casi d’uso in ambito IA .

 

Si evince anche una mancanza di focus su implementazioni semplici e incentrate sul cliente: questa mancanza di scalabilità è probabilmente dovuta al fatto che i retailer si concentrano su progetti più complessi e con rendimenti più elevati. I rivenditori che stanno implementando l’IA hanno 8 volte più probabilità di lavorare su progetti ad alta complessità rispetto ai progetti cosiddetti “quick win” che sono più facili da portare su ampia scala.

 

Inoltre solo il 26% dei casi d’uso dell’IA riguarda l’area operation, sebbene questi siano tra i più redditizi in termini di ritorno dei costi. I retailer sono però più realistici in merito al proprio livello di preparazione all’IA e la percentuale di quelli che sostengono di avere le competenze necessarie per implementare l’IA è attualmente scesa al 53%, rispetto al 78% del 2017.

 

Implementazione e scalabilità saranno i prossimi grandi obiettivi, conclude il Report, ma i retailer dovrebbero porre attenzione a non concentrarsi esclusivamente sul ROI, perdendo di vista la customer experience.

 

Alessandra Fraschini Giornalista professionista specializzata nel canale ferramenta tradizionale e analisi della filiera lunga. Collabora con testate leader e con enti fiera internazionali. È autrice del volume "I protagonisti della ferramenta italiana. Il mondo grossista negli ultimi cent’anni".