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MACCHINE AGRICOLE: COMPARTO IN CRESCITA A DOPPIA CIFRA

MACCHINE AGRICOLE: COMPARTO IN CRESCITA A DOPPIA CIFRA

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I dati del Ministero dei Trasporti indicano incrementi sensibili per le trattrici, le mietitrebbiatrici e le altre tipologie di macchine immatricolate. Picchi di vendite, per quanto riguarda le mietitrebbiatrici registrano un incremento del 14,1% e per le trattrici che segnano + 9,7%. Palma d’oro al Veneto con un +38,6%. Primo semestre dell’anno in positivo per il mercato italiano delle macchine agricole trainato forse anche dall’assegnazione dei fondi comunitari relativi ai piani di sviluppo rurale PSR. Ma vediamo i dati nel dettaglio.

Secondo i dati elaborati da FederUnacoma, sulle base delle registrazioni fornite dal Ministero dei Trasporti, al “giro di boa” di metà anno le vendite di trattrici, e di tutte le altre tipologie di macchine targate quindi soggette ad immatricolazione, risultano in crescita netta rispetto allo stesso periodo 2016.

Le trattrici segnano un incremento del 9,7%, a fronte di 9.978 macchine immatricolate contro le 9.096 del primo semestre 2016, le mietitrebbiatrici registrano un incremento del 14,1% (186 unità contro le 163 dell’anno precedente), le trattrici con pianale di carico crescono del 5,3% (416 unità contro 395), i rimorchi del 3,5% (4.755 unità contro 4.594) e i sollevatori telescopici agricoli del 16,8%, in ragione di 472 unità immatricolate rispetto alle 404 del primo semestre 2016. La messa a punto dei bandi regionali per l’assegnazione dei fondi comunitari relativi ai Piani di Sviluppo Rurale PSR ha incentivato gli acquisti da parte degli agricoltori, e l’attivazione delle procedure per i fondi INAIL può ulteriormente contribuire a questa fase positiva del mercato.

Al di là del dato medio nazionale, si evidenziano evidenzia andamenti differenziati da Regione a Regione, con picchi di vendite per le trattrici in Veneto (+38,6%), Lazio (+27,2%), Campania (+33,3%) e Toscana (+69,7%); mentre al di sotto del dato nazionale risultano la Lombardia, che segna un passivo dell’1%, e soprattutto la Sicilia, che subisce una flessione del 50,6%, da leggere in parte come contraccolpo rispetto ai forti incrementi di immatricolazioni registrati nella Regione negli ultimi anni.