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Manifatturiero: ottimismo e prospettive di crescita

Manifatturiero: ottimismo e prospettive di crescita

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Dall’ultimo Osservatorio Mecspe di Senaf sul III quadrimestre 2021 emerge che sette aziende su dieci sono soddisfatte dell’andamento attuale e del portafoglio ordini. Cresce il fatturato.

 

Le imprese della manifattura italiana confermano il trend positivo del settore avviato a partire dallo scorso anno. Come rilevato dall’Istat, la produzione industriale in tutto il 2021 è già cresciuta dell’11,8% sul 2020, portando il PIL al 6,6%, segnale che nel 2021 c’è stato un cambio di passo decisivo e orientato alla crescita. L’ultimo Osservatorio Mecspe di Senaf sul III quadrimestre 2021, l’analisi volta ad approfondire lo stato di salute dell’industria in Italia, conferma questo trend: nonostante un calo della fiducia nei confronti dello scenario politico ed economico italiano e la difficoltà avvertita da quasi quattro aziende su dieci nell’accesso alle materie prime, circa sette imprese su dieci si ritengono soddisfatte dell’andamento attuale, con un portafoglio ordini adeguato ai livelli di sostenibilità finanziaria (75%). Nel 2021 migliora anche il fatturato rispetto al 2020 (per il 72% degli imprenditori), con una previsione di ulteriore crescita per due terzi del campione.

 

Un’ondata di ottimismo che si riflette sulla decisione di oltre ben 8 aziende su 10 di avviare un percorso di crescita nei prossimi anni, il 69% già nel breve periodo (entro due anni). Nel dettaglio, il 31% vorrebbe aumentare le dimensioni dell’azienda, il 23% intende ampliare la produzione allargando a nuovi settori e un 15% punterà sull’internazionalizzazione. A tal fine, se per la maggior parte delle imprese (50%) le principali fonti di reperimento del credito sono capitali propri già disponibili, per un’altra importante fetta (30%) queste sono ottenibili attraverso la partecipazione a bandi pubblici, anche europei. Una su dieci valuta invece l’ingresso di nuovi soci e l’8% di un fondo.

 

Guardare al futuro significa anche pianificare strategie aziendali che implicano operazioni straordinarie di M&A (Fusione e Acquisizione), valutate come attuabili dal 41% del campione sia nel breve periodo, attraverso fusioni e acquisizioni aziendali (25%), che nel lungo periodo (17%).

 

Le imprese si interessano sempre di più ai fondi del PNRR, di cui l’Italia percepirà un’ingente fetta durante la primavera, ma resta basso il grado di conoscenza rispetto alle opportunità in campo (solo il 15% li conosce bene). Nel 74% dei casi la strada della digitalizzazione è stata già intrapresa ed è in ascesa (in particolar modo per il 40% delle imprese), con investimenti crescenti in ambito di sicurezza informatica (41%), robotica collaborativa (28%) e Internet of Things (23%).

 

L’Osservatorio Mecspe conferma poi la centralità della formazione per la manifattura, in quanto il 51% delle aziende individua il bagaglio di competenze del personale come essenziale per crescere. Non solo, il 71% di esse ha già assunto, formato o prevede di integrare nuove figure con competenze adeguate a realizzare la trasformazione 4.0.

 

Infine, il 39% delle aziende rispondenti all’Osservatorio MECSPE si ritiene già sostenibile, grazie alla messa in campo di azioni specifiche, quali l’uso di dispositivi a basso consumo energetico, l’acquisto di macchinari e/o impianti efficienti di nuova generazione e l’installazione di impianti di produzione d’energia elettrica e termica da fonti rinnovabili. Meno soddisfacente è invece il livello di conoscenza dei criteri ambientali, sociali e di governance che definiscono il nuovo comportamento virtuoso delle imprese (i criteri ESG). Questi rappresentano i parametri attraverso cui valutare l’impatto di un’attività imprenditoriale e saranno sempre più decisivi per poter attrarre investimenti e migliorare la reputazione dell’azienda. Eppure, ancora solo un’azienda su tre (33%) li conosce.