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Marco Poma, la punta della freccia partita 100 anni fa

Marco Poma, la punta della freccia partita 100 anni fa

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FERRAMENTA YOUNG | Continua la rubrica dedicata alle giovani generazioni in ferramenta. In questo numero abbiamo incontrato Marco Poma, la quarta generazione di Poma Mario srl, realtà storica distributrice di Bergamo.

 

Ecco alcune anticipazioni della rubrica Ferramenta Young di Ferrutensil aprile.

 

Marco Poma è nato nel settembre 1988 ed è laureato in architettura. “Dopo la laurea, ho fatto l’esame di stato e sono andato a praticare all’estero, a Kuala Lumpur in Malesia, dove mi sono fermato alcuni anni.  E’ stata esperienza molto stimolante e in quel periodo, preso da tante situazioni, la ferramenta era lontano dai miei pensieri. Mentre ero là, mio padre Fabio mi ha proposto di entrare in azienda per entrare progressivamente nelle dinamiche lavorative; all’epoca non consideravo questa proposta: volevo fare la mia strada e cavarmela da solo. Alla fine, ho scelto l’azienda di famiglia a Bergamo, avevo ormai 30 anni e la voglia di costruire legami stabili e vivere la mia famiglia, ha influito certamente sulla scelta.

 

Le mie passioni? Amo camminare e stare all’aria aperta se le condizioni meteo lo consentono, trascorrere il fine settimana nelle nostre montagne, visitare i rifugi con gli amici, giocare a carte. Tanto che prima di rientrare in Italia (dopo aver lasciato Kuala Lumpur) ho trascorso tre settimane a girare in auto in Nuova Zelanda.

 

Ormai sono in azienda da 5 anni e mi sto occupando, tra le altre cose, della sua digitalizzazione. (….) In Poma abbiamo una quantità di articoli a sistema e a magazzino molto importante, circa 55 mila articoli accumulati in oltre 100 anni di storia. Quando ci siamo trasferiti da un negozio all’altro, circa 50 anni fa, ci siamo portati dietro dei materiali “storici” come scatole di chiodi con segnati a mano quantità e peso, e tutto questo è andato ad sollecitare la capacità di gestione e il reperimento di informazioni in magazzino.

 

La gestione di magazzino ha avuto quindi ancora più recentemente necessità di “accellerare” nella sua gestione emergendo con tutte le problematiche nel tempo in tutte le crisi che si sono succedute, tra Covid e canale di Suez, era una cosa che stava diventando insostenibile.

 

Quindi è partito tutto un processo di rinnovamento, un percorso di digitalizzazione di questi articoli che richiamiamo a sistema e cataloghiamo, integrando tutte le informazioni necessarie (foto, descrizione, etc), creando una prima capacità interna di carico e scarico magazzino; a questo punto riusciamo a lavorare in efficienza con alcuni sbocchi online che possano esprimere tutta la potenzialità di quello che abbiamo in casa, perché spesso noi stessi non lo sappiamo.  E’ tutto un processo in itinere…

 

I miei obiettivi in questo progetto? Ruota tutto intorno al risparmio di tempo e carta e dal reperimento di informazioni non più solo interno, ma anche esterno. Se riusciamo ad aprirci maggiormente a tutta la filiera, fornitori e pubblico (intendo b2b non b2c), i nostri clienti riusciranno sempre di più ad accedere, vedendo descrizione, quantità, schede tecniche, avendo la possibilità di ordinare; questo è uno step che ci prefissiamo sia concluso, speriamo, entro fine anno.

 

La fase successiva è rendere automatico le giacenze di magazzino, riordino automatico, minimo d’ordine, entrata ed uscita di prodotti, il ciclo attivo e passivo e poi tutta la parte di vendita legata alle attività dei rappresentanti che reperiscono l’ordine presso le aziende clienti. Riuscire a dare uno strumento in più a nostri clienti per accedere al sito, mostrargli che abbiamo anche questo o quel prodotto, dandogli la possibilità di acquistarlo, e farglielo arrivare in tempi ragionevoli, questo è lo scopo del progetto per prossimi 5 o 6 anni.

 

Cosa rappresenta per te l’azienda di famiglia?

Per restare in tema direi è un chiodo fisso. E’ una costante, un impegno, una responsabilità grande che si sente nel bene e nel male, perché occupa, purtroppo o per fortuna, quasi lo stesso livello emozionale della mia fidanzata e della famiglia.

All’inizio della mia carriera da architetto, si lavorava tanto, ma si riusciva anche a staccare. Adesso collaborare per un’azienda di famiglia, crea certe dinamiche che sono h24. All’inizio è stato difficile separare il lavoro dal privato, ma con il tempo sono riuscito a gestire maggiormente questo aspetto.

(…..)

 

Qual è il tuo ruolo nella crescita dell’azienda di famiglia e quali le tue ambizioni professionali?

In Poma, lavoriamo prettamente con falegnami, la nostra milestone e il punto focale è la vendita di ferramenta per mobile, porte ed interni casa agli artigiani falegnami che si interfacciano con gli architetti.  Gli architetti sono artisti, mentre i falegnami sono quelli che fanno il lavoro più concreto, il braccio operativo e portano a terra i progetti.  Noi cerchiamo, al fianco dei falegnami, di trovare una quadra nei progetti e possedere un background comune può aiutare, rende più semplice capire le loro aspettative e proporre le giuste soluzioni. Cerco di uscire dalla routine classica e portare in azienda una certa innovazione, quando possibile.

 

(continua in Ferrutensil di aprile, leggi qui)