Home Mercato Mascherine FFP2 non conformi nel mercato? Parla il dettaglio ferramenta
Mascherine FFP2 non conformi nel mercato? Parla il dettaglio ferramenta

Mascherine FFP2 non conformi nel mercato? Parla il dettaglio ferramenta

1.14K
0

Se ne sta parlando tanto. Complice l’emergenza e la scarsa disponibilità di mascherine DPI, un quantitativo di articoli non conformi sembra essere circolato in Italia, anche nel canale ferramenta.

 

Il caso è nato dalle indagini sui prodotti ritirati in Friuli Venezia Giulia dove sono emersi dubbi fondati rispetto all’efficacia di alcuni lotti di mascherine, in particolare le FFP2, e sulla conformità alle  certificazioni, emerse dalla denuncia di una società internazionale altoatesina di import-export tra Italia e Cina. 

 

Ma quali sono gli elementi da considerare per riconoscere un prodotto DPI conforme alle regole?

In una mascherina FFP2 conforme il marchio CE è accompagnato da un codice di 4 numeri o lettere, che va a identificare l’organismo che ha certificato la conformità del prodotto alla norma europea; l’elenco degli organismi che emettono i certificati dei prodotti è presente nel database Nando della Commissione europea.

 

Abbiamo approfondito questa tematica con Claudio Galbiati di Assosistema Safety, in un’ampia intervista in uscita in Ferrutensil di Marzo (di cui vi anticipiamo alcuni contenuti)  – “In Italia sono circolate mascherine FFP1/FFp2/FFP3 non certificate? E’ difficile confermare con certezza quante e quali. Certo un quantitativo non irrilevante è circolato per il semplice fatto che siamo stati il primo Paese in Europa a segnalare alla Autorità di Vigilanza Europea un caso di maschere di protezione non conforme a quanto dichiarato. Stabilire l’entità del fenomeno è difficile, anche perché parliamo di macro dati di importazioni, che vuol dire milioni e milioni di prodotti in centinaia di container dove certo qualcosa può sfuggire.

 

Devo dire che ultimamente stiamo riscontrando dall’Autorità delle Dogane e dalla Guardia di Finanza un interesse molto forte sulla verifica dei dispositivi di protezione individuale, mai registrata prima, dovuta certamente alla forte attenzione mediatica sull’argomento. Questo è positivo perché sta crescendo rapidamente anche la competenza tecnica in materia su chi deve vigilare”.

 

Ma soprattutto abbiamo interpellato alcuni dettaglianti ferramenta che ci hanno confermato come complice l’emergenza e la scarsa disponibilità di mascherine DPI, un quantitativo di articoli non conformi sembra essere circolato in Italia, anche nel canale ferramenta. La vigilanza su certificazioni e conformità, soprattutto nei prodotti importati, deve restare quindi sempre alta.

 

“Sì, sicuramente – conferma con serietà Alex Schiavon di Paride Ferramenta – “Durante le settimane del lockdown abbiamo ricevuto numerosissimi contatti di intermediari che proponevano l’acquisto di lotti di mascherine e guanti monouso di dubbia provenienza. Come già detto, non abbiamo mai seguito la logica del profitto, ma avendo bene in testa il nostro “perchè” (aiutare le persone a creare, costruire, innovare) ci siano sempre tenuti alla larga da acquisti che non fossero del tutto trasparenti e che potessero alla fine pregiudicare le attività e salute dei nostri clienti”.

 

Tommaso Dose della rivendita Tecnica Sangiorgio e della piattaforma online Tecnista.it è della stessa opinione – “Sicuramente sì. Sappiamo anche con certezza che le forze dell’ordine e le istituzioni preposte hanno effettuato dei controlli per ritirare dal mercato le mascherine non conformi”.

 

Massimo Rota di ferramenta Venerota conferma un’esperienza personale negativa   – “Certo, noi ad esempio, abbiamo ricevuto delle mascherine che, dopo aver controllato la documentazione e averle sottoposte a un’attività di valutazione della conformità, non sono risultate rispondenti e, per tale motivo, sono state rese al fornitore”.

 

Anche Fabio Battisti di Lineonline.it è dello spesso parere – “Secondo noi probabilmente si. Durante la pandemia, ci siamo assicurati in maniera molto scrupolosa che i prodotti offerti fossero realmente coperti dalle necessarie certificazioni e conformi per il mercato. In alcuni casi, dall’estero sono state proposte anche mascherine non certificate (ma in corso di certificazione) complice la situazione così grave e dei tempi necessariamente stretti di reperibilità nel mercato.

 

Ringraziamo per la partecipazione Ferramenta Paride di Vascon di Carbonera (TV), Ferramenta Venerota di Lecco, Tecnica Sangiorgio di San Giorgio di Nogaro (UD), la piattaforma Tecnista.it e la piattaforma Lineonline.it.