
Con la fine dello stato di emergenza il 31 marzo scorso sono cambiate le regole della lotta al Covid-19.
Le mascherine, rese obbligatorie con il DPCM 26 Aprile 2020, sono Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) in grado di limitare l’esposizione a sostanze esterne come batteri, virus e polveri sottili e vengono considerate una misura complementare per il contenimento della trasmissione del virus Covid-19. Non sostituiscono, dunque, le altre disposizioni come il distanziamento fisico, l’igiene delle mani e l’attenzione scrupolosa nel non toccare il viso, il naso, gli occhi e la bocca.
Con la fine dell’emergenza non abbina detto addio a tutte le restrizioni perché il governo ha previsto una “road map” con diverse scadenze in vista dell’uscita dalla pandemia. Vediamo nel dettaglio quelle che coinvolgono i nostri canali.
Si può entrare in tutti i negozi senza mostrare alcuna certificazione, ma fino al 30 aprile è servita la mascherina, anche chirurgica.
Fino al 15 giugno, inoltre proseguirà l’obbligo di indossare al chiuso la mascherina:
- nei trasporti a lunga percorrenza e locale
- in ospedali, presidi sanitari e rsa;
- nei cinema, teatri e palazzetti dello sport.
È quanto prevede un’ordinanza emanata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, e che prevede una raccomandazione ad indossare comunque la mascherina in tutte le situazioni a rischio di contagio fino alla stessa data. Nei bar e nei ristoranti, dunque, la protezione non sarà più richiesta, così come nei negozi, almeno per quanto riguarda i clienti. Per quanto riguarda titolari e addetti bisognerà aspettare l’esito di un nuovo incontro, dopo quello già avvenuto il 6 aprile scorso, in programma il 4 maggio prossimo sui protocolli Covid tra le parti sociali e il ministro del Lavoro, Andrea Orlando.







