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Recovery Plan: occasione per creare la “Connected Economy” e filiere digitali

Recovery Plan: occasione per creare la “Connected Economy” e filiere digitali

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Creare distretti produttivi e distributivi digitali, incentivare l’evoluzione delle filiere della salute e del turismo e investire in competenze sono le priorità di intervento in ambito digitale secondo Netcomm.

 

Il Recovery Plan rappresenta un’occasione irripetibile per invertire la rotta verso un Paese moderno che sostiene i propri cittadini e le sue imprese. Secondo Netcomm, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che l’Italia dovrà presentare in via ufficiale alla Commissione europea il 30 aprile deve considerare l’urgenza di mettere in connessione un sistema problematicamente frammentato, accelerando la trasformazione digitale con un percorso definitivo e che crei sinergie di sistema, dando vita a un sistema economico più efficiente e sostenibile.

Il Presidente di Netcomm, Roberto Liscia, ha recentemente presentato di fronte alla Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati le proposte del Consorzio del Commercio Digitale in Italia affinché gli investimenti siano mirati a mettere in connessione persone, prodotti, servizi e processi attraverso una visione d’insieme e dei progetti concreti.

 

Liscia fa riferimento al concetto della “Connected Economy” quando si appella al cambio di paradigma necessario per mettere in connessione cittadini, servizi, imprese e PA: “Attraverso il digitale, occorre connettere sistematicamente i distretti, le filiere industriali, gli organi pubblici e le imprese affinché si possano offrire ai cittadini e ai consumatori benefici e servizi in linea con i nuovi stili di vita e le necessità imposte dal new-normal. In questo senso, lo sviluppo dei rapporti di filiera è fondamentale per aiutare le imprese a fare sistema per rendere il sistema economico italiano più competitivo e sostenibile. Per questo, occorre valorizzare tali iniziative, creando ad esempio piattaforme di scambiodigitalizzando i processi e le catene di fornitura e sfruttando le tecnologie per aumentare l’efficienza della catena di produzione e distribuzione, come l’introduzione della Blockchain per la tracciabilità, l’utilizzo dei Big Data e degli Analytics per elaborare i dati raccolti da tutti i componenti della filiera. E ancora, si dovrà intervenire incentivando i sistemi di pagamento, di circolazione della liquidità e di gestione dei crediti anche al fine di sostenere le realtà più piccole.”

 

Da un recente studio di Netcomm elaborato da The European House-Ambrosetti, emerge che la rete del valore dell’e-commerce e del digital retail in Italia ha generato ricavi per circa 58,6 miliardi di euro nel 2020, raccoglie 678mila imprese e coinvolge oltre 290mila lavoratori. Più della metà del fatturato generato da questa rete in Italia, inoltre, è da attribuire alle imprese di dimensioni medio-piccole. In questo quadro, non sono solo le aziende retailer a brillare (i loro fatturati sono cresciuti mediamente del 7% negli ultimi 5 anni – una percentuale in linea con la crescita delle realtà distributive di grandi dimensioni). Infatti, anche le PMI che offrono servizi a supporto all’interno di questo macro-settore rappresentano una componente fondamentale: oltre il 65% del fatturato della filiera della logistica e più dell’83% del fatturato della rete del riciclo sono generati proprio da PMI e microimprese.

“I dati dimostrano come il digitale sia tra i settori trainanti per uno sviluppo strategico e innovativo dell’economia del nostro Paese, dove la rete del valore dell’e-commerce e del digital retail  si colloca al terzo posto tra le attività economiche italiane per incidenza sul fatturato del settore privato e sulla crescita dell’occupazione delle imprese italiane.” Conclude il Presidente di Netcomm, Roberto Liscia: “In questo contesto serve un programma concreto di transizione al digitale che supporti e faciliti le imprese in un processo definitivo e irreversibile. Siamo a disposizione del nuovo Esecutivo e, in particolare, del Ministro Colao e del Ministro Cingolani per contribuire alla realizzazione di questa essenziale evoluzione digitale del Sistema Paese”.

 

Netcomm ha elaborato un documento di proposte per la Digitalizzazione del Sistema Paese e, di seguito, si sintetizzano i principali suggerimenti per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, tra cui:

Sviluppo delle competenze digitali per nuove opportunità di lavoro
La transizione al digitale e la velocità con cui cambiano le tecnologie richiedono competenze specifiche e interventi mirati; la disponibilità di infrastrutture, di soluzioni digitali all’avanguardia è vana se queste risorse non sono correttamente incanalate e utilizzate. Secondo Netcomm, è fondamentale che il Governo incentivi programmi di formazione digitale attraverso un’attività di comunicazione volta a sensibilizzare gli utenti sull’importanza del cambiamento culturale e programmi di formazione digitale all’interno di scuole e università, prevedendo stage, periodi di alternanza scuola-lavoro e riconoscendo alle imprese ospitanti incentivi e finanziamenti per aiutare i lavoratori ad affrontare nuovi ruoli e opportunità lavorative legati al digitale. Non solo, lo sviluppo di competenze in ambito digitale sarà un tema sempre più rilevante per supportare la mobilità e la professionalità degli attuali lavoratori, che permetterà allo stesso tempo alle imprese e alla PA di saper meglio gestire la transizione al digitale.

Digitalizzazione delle imprese e sviluppo di nuovi modelli di vendita e di distribuzione per un e-commerce sempre più “glocal”
L’incremento di iniziative di proximity commerce come risposta a un momento di necessità, dall’inizio dell’emergenza sanitaria, potrebbe rappresentare, non solo in questa fase di transizione, ma anche nel futuro, un efficace modello di sviluppo di retail omnicanale per l’economia locale e una nuova veste del negozio “sotto casa”. I negozi di un territorio possono fare sistema fino a organizzarsi in un micro-marketplace locale, raccogliendo in un’unica piattaforma l’offerta dei commercianti per soddisfare, non solo la domanda del bacino di utenza locale, ma favorendo anche un ampliamento dei propri confini, fino all’esportazione dei prodotti. L’e-commerce di prossimità permette l’integrazione tra i grandi player del commercio elettronico e i piccoli negozianti, i quali, grazie alla logistica e alle piattaforme di consegna, possono raggiungere i clienti residenti nelle zone limitrofe. Gli stessi magazzini dei negozi possono diventare veri e propri centri di raccolta dei prodotti per le consegne che avvengono attraverso i canali digitali, siano essi siti, social network o app di delivery. La direzione del nuovo e-commerce, sempre più «glocal», favorirà tutte le attività, anche quelle più tradizionali, offrendo nuove strade per rafforzare il ruolo storico delle comunità locali e della collettività dei centri abitati.

 

Nuove tecnologie, interoperabilità dei dati e interconnessione
In conclusione, Netcomm ritiene fondamentale promuovere progetti che valorizzino l’utilizzo di tecnologie quali il cloud computing al fine di stimolare un’interconnessione di tutti i sistemi e facilitare il dialogo e lo scambio dei dati e dei processi, nel rispetto delle normative sui dati e sulla sicurezza cibernetica, realizzando quindi le condizioni per il pieno sviluppo in chiave digitale delle diverse filiere, quali la sanità, il turismo, i processi produttivi, logistici e le filiere merceologiche con particolare riguardo al comparto agro-alimentare.