Home Mercato Attualità Smart home, si lavora ad uno standard comune
Smart home, si lavora ad uno standard comune

Smart home, si lavora ad uno standard comune

41
0

Sono partiti ufficialmente i lavori per creare un ecosistema che permetta ai dispositivi connessi di qualsiasi marca di dialogare tra loro. Vi partecipano tutti i principali player del mercato.

 

Amazon, Apple, Google, Samsung, i consorzi ZigBee, Z-Wave, Bluetooth e Wi-Fi, ma anche Signify  (Philips Hue), Legrand, Ikea, Somfy e molti altri produttori di hardware e software legati allo IoT si sono seduti attorno ad un tavolo per trovare finalmente il modo di semplificare la vita agli utilizzatori di dispositivi connessi. Lo annuncia Apple con un comunicato stampa.

 

Attualmente la situazione è caotica, chi intende sfruttare appieno i benefici della smart home si trova ad affrontare uno sforzo notevole, prima per capire cosa acquistare, poi per gestire una giungla di app, hub, account e linguaggi diversi che dialogano tra loro poco e male. Esistono già dei consorzi (che partecipano a questo tavolo) ma stavolta gli obiettivi sono più ambiziosi e la partecipazione massiccia. La questione è di vitale importanza e sta zavorrando un mercato sul punto di esplodere, ma oggi ancora largamente immaturo.

 

Con questo tavolo si punta a creare un nuovo standard ‘open source’ aperto a tutti i produttori di dispositivi per la smart home. La tecnologia prescelta è a base IP, ovvero ogni apparecchio avrebbe un suo indirizzo nella rete casalinga, con un sistema di certificazione comune. Una semplificazione che permetterebbe di fare a meno dei famigerati hub, i dispositivi attualmente indispensabili per far dialogare sistemi diversi tra loro e che nei fatti impediscono agli utenti non tecnologicamente evoluti, cioè la grande massa, di realizzare sistemi domotici evoluti nelle proprie case.

 

Al momento non si sa se i dispositivi attualmente in commercio saranno in qualche modo aggiornabili ai nuovi standard, ma ne dubitiamo fortemente. Nel peggiore dei casi, non significa che non saranno più utilizzabili, ma che non usufruiranno delle nuove funzioni di interconnessione.