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U-Power inizia la quotazione in Borsa

U-Power inizia la quotazione in Borsa

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Il brand europeo di calzature dpi e abiti da lavoro si quota sul mercato Mta di Borsa. Le motivazioni sono legate ad una nuova fase di crescita, di espansione su nuovi mercati e al futuro passaggio generazionale.

U-Power, leader europeo nella progettazione di articoli destinati alla protezione e alla sicurezza negli ambienti di lavoro, ha progettato e realizzato una vasta gamma di prodotti adatti ad ogni professione, in grado di rispondere alle più esigenti ed estreme richieste sul mercato nazionale ed internazionale. I prodotti del mondo antinfortunistico a marchio U-Power sono studiati per offrire all’utente il massimo comfort e sicurezza nell’ambiente di lavoro.

 

Oggi l’azienda intende quotarsi sul mercato Mta di Borsa con un’offerta, riservata agli investitori istituzionali, che riguarda fino al 35% del capitale della società (come previsto per il segmento Star), senza aumento di capitale e si prevede venga completata entro il prossimo mese di luglio. Il gruppo, guidato da Pier Franco Uzzeni (nella foto), ha registrato ricavi nel 2020 per 172,5 milioni di euro e un margine operativo lordo (Ebitda) di 42,7 milioni grazie alla vendita di 4,5 milioni di paia di calzature antinfortunistiche.

 

“Con la quotazione a Piazza Affari U-Power Group punta a ottenere una maggiore visibilità sul mercato di riferimento e accrescere la capacità di accesso a quello dei capitali con un potenziale miglioramento delle opportunità di sviluppo delle proprie attività – sottolinea Pier Franco Uzzeni che abbiamo raggiunto telefonicamente – La procedura è ancora in fase di sviluppo e in attesa del nulla osta da parte della Consob, ma ci attendiamo ragionevolmente di essere in Borsa nel mese di luglio.

 

Le motivazioni legate a questa operazione sono diverse; da un lato la società ha raggiunto una fase di crescita veramente significativa con dimensioni rilevanti e soprattutto una notevole leadership nel settore in cui opera.

 

Quindi questa quotazione si sposa perfettamente con la volontà da parte della società di iniziare un nuovo percorso di sviluppo aprendo il capitale ad altri azionisti che la possano accompagnare in questa nuova fase di consolidamento della leadership nei mercati in cui è presente e nell’espansione in altri mercati dove esistano potenzialità di crescita.

 

Non da ultimo, a mio avviso, bisogna considerare che io e Michela abbiamo tre figli, di cui già due in azienda, e questo processo può dare all’azienda una struttura tale che i nostri figli potranno decidere se continuare l’esperienza imprenditoriale di famiglia oppure mantenere una presenza da azionisti facendo leva sul management di eccellenza che è già presente in azienda”.