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Xylexpo 2020 risponde a Brexit, Coronavirus e conflittualità internazionale

Xylexpo 2020 risponde a Brexit, Coronavirus e conflittualità internazionale

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Si è svolta a Milano la tradizionale conferenza stampa internazionale di presentazione della prossima edizione di Xylexpo, la biennale delle tecnologie e delle forniture per l’industria del mobile e del legno.

 

Si è svolta a Milano, martedì 18 febbraio, la tradizionale conferenza stampa internazionale di presentazione della prossima edizione di Xylexpo, la biennale delle tecnologie e delle forniture per l’industria del mobile e del legno che si terrà dal 26 al 29 maggio prossimo a FieraMilano-Rho.

 

La location scelta per quest’anno è stato l’Auditorium Enzo Jannacci, al 31esimo piano del Grattacielo Pirelli, progettato dal noto architetto e designer Giò Ponti a poco più di quarant’anni dalla sua morte, avvenuta il 16 settembre 1979, e a sessant’anni esatti dalla inaugurazione.

 

La giornata si è aperta con una interessante tavola rotonda che ha coinvolto Paolo Borgio di Fiera Milano, Massimo Goldoni, presidente del comitato che raccoglie tutte le fiere organizzate da associazioni che fanno capo a Confindustria, e Luigi De Vito, vicepresidente di Eumabois, la federazione europea delle associazioni “sorelle” di Acimall. Tre interventi che hanno offerto diversi punti di vista sulla rassegna, ma anche e soprattutto sul tema che ha caratterizzato la prima parte della conferenza stampa, ovvero una conversazione a più voci su quale ruolo debba e possa oggi svolgere una fiera in un contesto economico e sociale sempre più digitale. Ne è scaturita una dichiarazione convinta dell’importanza del poter contare su eventi fieristici di qualità, che permettano alle persone – pur in un mondo sempre più popolato da “opportunità digitali” – di incontrarsi, di guardarsi negli occhi, di stringersi la mano.

 

Ha preso poi la parola Lorenzo Primultini, presidente di Acimall e di Xylexpo, che dopo aver ringraziato i presenti, è entrato nel vivo della giornata, accennando ai punti interrogativi che caratterizzano questa stagione – Brexit, Corona Virus e una conflittualità internazionale sempre più  accentuata – e ai possibili effetti che potrebbero avere a breve e medio termine.

 

Xylexpo è una fiera organizzata da Acimall, associazione industriale senza fini di lucro, che ha come obiettivo favorire il settore, creare opportunità di business per le imprese nazionali e per le aziende che da tutto il mondo vengono a cimentarsi nel sempre esigente ma premiante mercato italiano. Cosa ci aspettiamo? Una buona edizione, indubbiamente, che come sempre rispecchierà la situazione del mercato. L’edizione 2018 si è chiusa con 37mila ingressi di 17.781 operatori professionali, il 2,1 per cento in più rispetto al 2016. Fra loro 5.032 stranieri, il 28,3 per cento del totale. Quest’anno contiamo di mantenerci attorno a questi numeri: al 30 gennaio 2020 si sono iscritte a Xylexpo 330 aziende, di cui il 30 per cento straniere, che occuperanno una superficie netta complessiva di 29mila metri quadrati. Quest’anno Xylexpo tornerà a occupare tre padiglioni secondo una scelta che vuole dare a tutti gli espositori un analogo flusso di visitatori, per quanto possibile”. Infine a maggio non mancherà la quarta edizione dei “Xylexpo Awards”, che quest’anno saranno strutturati in tre sezioni: “Lavorazioni sul legno e il pannello” (utensili compresi), “Finitura e Verniciatura” (impianti e materiali) e per la prima volta “IoT e gestione dei processi industriali”.

 

Tre convegni  saranno il “cuore” del programma: mercoledì 27 maggio la Xylexpo Arena ospiterà la seconda edizione del meeting tecnico “Next Wood – Progettare insieme le superfici del futuro” – organizzato da Catas, Poliefun-Politecnico di Milano, Anver e Acimall – dedicato alle “risposte dei produttori di vernici e impianti alla sempre più impegnativa sfida dei materiali di rivestimento”. Giovedì 28 maggio Xylexpo patrocinerà l’evento “Gli adesivi nell’industria del mobile e l’attuale evoluzione di prodotti e processi”, firmato da Catas e Federchimica. Si parlerà della applicazione di piallacci alla luce del nuovo regolamento tedesco sulla formaldeide, dell’utilizzo di adesivi termofusibili per l’applicazione di rivestimenti lucidi, dell’impiego di adesivi poliuretanici con basso contenuto di isocianati liberi, e di nuovi adesivi vinilici resistenti all’acqua. Venerdì 29 maggio si torna ad approfondire il tema dei “Voc”, dei componenti organici volatili responsabili dell’inquinamento indoor che inevitabilmente prende l’avvio dalle sempre più stringenti norme in tema di emissioni di formaldeide, norme e regolamenti che purtroppo non rispondono a una logica internazionale condivisa e spesso costringono produttori e trasformatori di tutto il mondo a gestioni anche molto complicate.

 

E’ stata poi la volta di Dario Corbetta, direttore Acimall, che ha aggiunto alcune considerazioni a proposito della scelta di contenere l’edizione 2020 su tre padiglioni, “… scelta motivata da una stagione di incertezza economica che ha caratterizzato gli ultimi mesi del 2019 e l’inizio del 2020. Molte realtà hanno mostrato un pessimismo che non ha trovato conferma nei fatti, tanto è vero che la stragrande maggioranza degli espositori ha di fatto confermato gli spazi del passato. Abbiamo comunque dovuto lavorare per contenere l’offerta in uno spazio più limitato, in soli tre padiglioni, arrivando a restringere perfino i corridoi fino ai limiti imposti dalle norme di sicurezza”.

 

Corbetta ha poi affrontato un argomento atteso, ovvero i possibili effetti della “epidemia cinese” sull’economia mondiale. “Nelle macchine da legno – ha detto Corbetta – la Cina riveste sicuramente un ruolo di primo piano, dal momento che stiamo parlando del terzo produttore mondiale, alle spalle di Germania e Italia. Parlando di relazioni commerciali dobbiamo comunque dire che il nostro Paese e l’Europa in generale vivono maggiormente di interscambi interni, un elemento a cui si aggiunge che il primo mercato di destinazione rimangono gli Stati Uniti. Non dimentichiamo che Xylexpo è una rassegna fondamentalmente “eurocentrica” (il 70 per cento dei visitatori stranieri arriva dal Vecchio Continente), per cui non ci attendiamo gravi ripercussioni dagli effetti del “Corona Virus”; anche perché i cancelli della rassegna si apriranno fra più di tre mesi e se la situazione non sarà risolta o comunque l’allarme non sarà rientrato avremo ben altro di cui preoccuparci…”.